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| Chiusura del centro alle auto. Urbanisti e paesaggisti favorevoli |
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| Giovedì 28 Giugno 2012 | |||
Il dibattito - Parlano il presidente degli architetti e l’ex capo della commissione PaesaggioNessuna obiezione all’idea lanciata dal neo assessore alla Mobilità La rivincita dei pedoni. Piace, infatti, l’idea, tuttora in una fase embrionale, di ampliare la Zona a traffico limitato (Ztl) proposta dal neo assessore alla Mobilità di Palazzo Cernezzi, Daniela Gerosa. Soddisfa in particolar modo i cittadini che tornerebbero così in possesso di ampie aree, tutte di assoluto pregio, oggi invase da auto e moto. Ma il piano di pedonalizzare e limitare l’invasione dei mezzi in strade quali via Garibaldi, via Grassi, via Rubini e anche in piazza Roma e piazza Grimoldi, via Rodari, via Plinio e via Pretorio fino a piazza Verdi, stuzzica l’immaginario anche di architetti e urbanisti. «Sono da sempre favorevole a scelte che vanno nella direzione di allargare gli spazi vitali - dice Angelo Monti, presidente dell’Ordine degli architetti e urbanisti di Como - Da anni lo ripeto: il principio di rendere i centri urbani dei luoghi sempre più fruibili da parte dei pedoni è il futuro». E già da anni, in realtà ben più sovraffollate di quella comasca, si sta lavorando in questa direzione. «Da tempo, nel centro di Londra, ad esempio, proprio per alleggerire la morsa del traffico, i nuovi edifici vengono costruiti senza parcheggi. Ovviamente ciò vuol dire che si può ipotizzare un’enorme Ztl soltanto se integrata con un piano della mobilità in grado di reggere la drastica diminuzione dei mezzi in arrivo nel cuore delle città o delle metropoli». Il concetto è molto semplice. «Bisognerà studiare nel dettaglio il progetto. Prevedere collegamenti alternativi per quanti non potranno più utilizzare strade prima accessibili - aggiunge Monti - ma, soprattutto, sarà necessario fare uno scatto successivo. Compiere un vero e proprio cambio culturale. Le persone dovranno abituarsi a questo nuovo modo di intendere la città. Faccio un esempio: quando 35 anni fa la giunta Spallino pedonalizzò il centro, ci furono scene indescrivibili. Ci fu chi si incatenò per protestare contro la decisione. Oggi, se si andasse a chiedere ai commercianti un commento sulla possibile riapertura del centro ai veicoli, ci sarebbe una levata di scudi». Cambio culturale e collegamenti pubblici potenziati: è il binomio imprescindibile per realizzare quanto per ora è stato soltanto abbozzato dal nuovo assessore. «Sono sempre stato favorevole all’idea di pedonalizzare aree quali quella dei Portici Plinio e di piazza Roma - dice Fulvio Capsoni, già presidente della commissione Paesaggio in cui proprio la Gerosa era vice - quindi ben venga un piano in tal senso». Ma il discorso si estende oltre. «In assoluto, tutti i progetti che mirano a valorizzare l’aspetto monumentale di una città, e al contempo limitano l’invasione del traffico, non possono che essere ben accetti. Soltanto così si riuscirà, inoltre, a valorizzare le bellezze di Como e a rendere la città attrattiva per i turisti - conclude Capsoni - Naturalmente, bisognerà studiare anche una mobilità in grado di sostenere l’impatto generato dalla chiusura di queste vie». Fabrizio Barabesi
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Il dibattito - Parlano il presidente degli architetti e l’ex capo della commissione Paesaggio
