Paratie, Lucini striglia la Regione: «Vuole sfilarsi, ma non può» Stampa E-mail
Martedì 07 Agosto 2012
Lungolago calvario - Sul fronte dei lavori, ora pressoché fermi, la speranza è affidata ai nuovi studi di cui sono incaricati Politecnico e Università dell’Insubria
Il sindaco: «Progetti studiati e vagliati dal Pirellone, eppure ci negano i 2,8 milioni necessari a ripartire»
Nervi tesi tra Comune di Como e Regione Lombardia. Anzi, tesissimi. E il pomo della discordia, manco a dirlo, è sempre il cantiere-calvario delle paratie. Con una conferenza stampa dai toni sospesi tra diplomazia e palpabile irritazione, ieri il sindaco Mario Lucini non ha esitato a bacchettare ripetutamente il Pirellone. E, soprattutto, a richiamare la Regione ai suoi “doveri”, senza defilarsi dalle incombenze - principalmente economiche - che il delicatissimo momento del cantiere imporrebbe. Il tema centrale è il famoso accordo  bonario tra impresa e Comune per soddisfare le richieste di risarcimento della Sacaim dopo anni di intoppi e ritardi sullo sviluppo dei lavori. Come noto, i privati, mesi fa, presentarono un conto all’amministrazione di quasi 7 milioni di euro. Una cifra mostruosa, poi scesa a 2,8 milioni, grazie all’arbitrato andato in scena tra le parti. Il punto, però, è che Palazzo Cernezzi non ha (e forse non avrebbe mai) una simile cifra con cui “rimborsare” Sacaim. E la Regione, alla quale il Comune ha chiesto formalmente aiuto con una lettera del 7 maggio scorso, ha risposto sostanzialmente picche. Ma Lucini non ci sta, anche perché, proprio nelle settimane scorso, l’azienda veneziana ha formulato altre riserve per 3 milioni di euro, in larga parte legate alla seconda perizia di variante.
«Già lo scorso 7 maggio il Comune aveva trasmesso alla Regione una comunicazione in merito alla proposta di accordo bonario - ha affermato il sindaco – ma a tutt’oggi non abbiamo ricevuto alcun riscontro. Anzi, in via informale, la Regione ha manifestato la volontà di prendere le distanze dalla questione. Il Pirellone, tuttavia, non può ritenersi estraneo al procedimento e pertanto il Comune richiederà nuovamente un riscontro sui contenuti della proposta di accordo e sul relativo impegno economico». Lucini rivendica il ruolo centrale della Regione sulla seconda variante progettuale, quindi una evidente corresponsabilità milanese per il risarcimento a Sacaim.
«Tutta la seconda perizia di variante - ha sottolineato il sindaco - è stata predisposta sotto lo stretto controllo dei tecnici regionali. Oltretutto questa presa di distanza si porrebbe in contrasto con la posizione assunta dal presidente Formigoni, che ha dichiarato la propria disponibilità a rivedere il progetto. La situazione è certamente delicata e complessa, ma è risolvibile solo con l’impegno di tutti i soggetti interessati». L’avviso, insomma, è chiarissimo: la Regione apra il portafoglio e aiuti il Comune a uscire dal tremendo impasse con l’azienda, almeno sotto il profilo economico.
LA SVOLTA TECNICA
Il sindaco, sugli aspetti tecnici legati al cantiere (formalmente attivo, nella realtà assolutamente immobile), ha annunciato che il Politecnico e l’Università dell’Insubria hanno dato la disponibilità a predisporre, entro il prossimo 30 settembre, un’analisi sulle criticità connesse allo sviluppo del progetto attuale, varianti comprese. Poi, entro il 31 dicembre, gli atenei potranno fornire il modello scientifico su cui impostare la proposta progettuale alternativa. L’altro lato della medaglia è però pesantissimo: di fatto, salvo miracoli, il cantiere delle paratie resterà tale e quale almeno fino a fine anno.
«Nel 2013 però - ha chiuso Lucini - se la situazione si sbloccasse potremmo aprire alcuni tratti del primo lotto».

Emanuele Caso

Nella foto:
Uno scorcio dall’alto del primo lotto del cantiere, quello da piazza Cavour ai giardini a lago. I lavori, benché formalmente in corso, sono fermi
 

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