Festival quanto ci costi Stampa E-mail
Venerdì 10 Agosto 2012
I conti in tasca alle kermesse - La crisi economica mette a dura prova le manifestazioni gratuite del territorio. Ma c’è chi scommette sulle iniziative
Se le ambizioni turistiche del nostro territorio si misurano anche dalla capacità di offrire eventi gratuiti in grado di rendere più appetibile il Lario, è del tutto evidente che qualcosa non sta funzionando.
Messi in soffitta i fasti del passato, da qualche stagione la crisi economica sta creando non pochi problemi agli organizzatori delle manifestazioni musicali estive che non contano sulla biglietteria.
PASSATO DORATO
Il Festival Lago di Como e dell’Insubria, che in passato era riuscito a coinvolgere oltre settanta comuni comaschi, organizzando una cinquantina di concerti con un budget di 400mila euro, per metà coperto dall’amministrazione provinciale di Villa Saporiti, grazie agli assessorati al Turismo e Grandi Eventi, quest’anno ha faticato non poco per non chiudere i battenti. Maurizio Moretta, direttore artistico della kermesse, snocciola qualche cifra: «Quest’anno il costo complessivo del Festival, per 35 date, è intorno ai 150mila euro, in parte coperti, con un impegno di spesa di 40mila euro, da Villa Saporiti. È chiaro – prosegue il direttore artistico Moretta – che senza il piano triennale che ha coinvolto i 30 comuni che lo hanno sottoscritto, non saremmo qui. Oggi anche 2mila o 3mila euro per le amministrazioni del territorio sono un problema. La caratteristica itinerante e gratuita della nostra manifestazione nasceva dalla volontà di promuovere tutto il territorio lariano con un’offerta di spettacoli adatti ad ogni situazione».
Ma quali prospettive ci sono? «Il futuro è assolutamente incerto, e se non dovessimo entrare a far parte del bando Interreg, saremo costretti a ridimensionarci ulteriormente sacrificando inevitabilmente la qualità dei singoli eventi. Ricordiamo che già abbiamo dovuto rinunciare agli “avant concert” che davano spazio ai giovani musicisti emergenti».
I “PAPERONI”
In controtendenza, rispetto ai facili tagli alla cultura, il Comune di Cernobbio: con i suoi 7.000 abitanti, per sostenere la propria rassegna ha speso la stessa cifra investita da Palazzo Cernezzi per animare l’intera estate di Como. Il Festival Città di Cernobbio, racconta il sindaco Simona Saladini, è nato nel 2009 a Riva. «Allora erano sole 5 date, salite poi a sette i due anni successivi con l’arrivo della tensostruttura. Quest’anno, per la quarta edizione, ci siamo spostati a Villa Erba ottimizzando al massimo i costi e mantenendo la gratuità di tutte le serate. L’intero festival costa 155mila euro, 40mila dei quali sono messi a disposizione dal mio Comune, mentre il resto è coperto da sponsor, altri enti e dal bando Interreg. Da sempre – continua il primo cittadino di Cernobbio – siamo sostenuti dagli albergatori, il grand hotel a cinque stelle Villa d’Este in primis, perché il nostro obiettivo è quello di portare turisti sul Lago di Como, e non solo a Cernobbio. Per la prima volta in questa edizione ci siamo aperti a nuovi generi, senza sacrificare il livello qualitativo del Festival e la possibilità, grazie alla collaborazione con l’Accademia “Giuditta Pasta” di Como, ai più giovani di mettersi ancora in mostra. I numeri ci danno ragione, viste le oltre 700 presenze a data, e speriamo che in futuro si possa crescere ancora».
COMO GUARDA AL FUTURO
Dal canto suo, Luigi Cavadini, assessore alla Cultura e al Turismo della giunta Lucini che da un paio di mesi governa Como dai banchi del centrosinistra, dopo aver ereditato dal suo predecessore Sergio Gaddi la scatola magica di “Es.Co.”, l’estate live in città se la deve ancora inventare tutta. «Quest’anno - dice Cavadini - abbiamo confermato tutte le manifestazioni esistenti, impegnandoci con circa 40.000 euro, ma non abbiamo potuto espletare il bando che gli anni scorsi aveva arricchito le piazze con i suoi concerti gratuiti. Intanto ci stiamo confrontando con le associazioni: Confcommercio si è già dimostrata disponibile con un suo contributo, gli albergatori gradirebbero che la tassa di soggiorno fosse destinata a scopi legati al turismo. Il prossimo anno, compatibilmente con le risorse di bilancio, vedremo di costruire un cartellone più ricco che possa coprire soprattutto i mesi di luglio e agosto».
LA “PERLA DEL LARIO”
Chi ha già pensato a come utilizzare i fondi incassati dalla tassa di soggiorno è il Comune di Bellagio. Luca Leoni, assessore al Turismo della perla del Lario, che da anni promuove un prestigioso festival, ci racconta la genesi: «Noi abbiamo raccolto la preziosa eredità della precedente amministrazione che era partita nel 2009 con una manifestazione dedicata a Franz Liszt. Poi siamo diventati Festival di Bellagio e Lago di Como. Quest’anno, grazie agli introiti della tassa di soggiorno, riusciamo a sostenere la kermesse con 40.000 euro».
Gli fa eco il direttore artistico, Rossella Spinosa: «Il festival avrebbe avuto bisogno di 180.000 euro. Siamo riusciti a farlo ugualmente con meno di 100mila per 70 eventi in 30 comuni. Il futuro è però preoccupante, le Province di Como e Lecco fino a oggi ci hanno sostenuto con un contributo, frutto di un piano quinquennale per arrivare a Expo 2015, che nei prossimi anni andrà verificato.
L'ESEMPIO TICINESE
Un esempio da tenere in considerazione, non solo per i soldi messi in campo, si parla di oltre 400mila euro, ma anche per le idee che sostengono l’iniziativa, arriva come sempre dal vicino Canton Ticino.
Il Long Lake Festival di Lugano, giunto quest’anno alla seconda edizione, è un’autentica “macchina da guerra” per il turismo locale.
Claudio D’Agostino, responsabile marketing del Dicastero Giovani ed Eventi del municipio della città che si affaccia sul Ceresio, è molto chiaro nello spiegare le ragioni che hanno portato alla nascita di questa manifestazione promossa dall’ente pubblico e tutta gratuita: «Volevamo animare la chiusura del lungolago con una massa critica di eventi. Volevamo proporre diversi spettacoli gratuiti ogni sera per tutto il mese di luglio con l’obiettivo di animare Lugano e di attirare turisti. È stato un investimento importante per la città che ci sta ripagando ampiamente grazie alle presenze davvero importanti e all’indotto che il Long Lake Festival ha creato. La manifestazione è realizzata da un staff di oltre 150 collaboratori, tutti sotto i 30 anni, che durante l’anno produce oltre 700 iniziative culturali».

Maurizio Pratelli

Nella foto:
La cantante Joan As A Police Woman, una delle star della kermesse estiva luganese
 

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