Ora rimango in attesa che ci si ricordi di me Stampa E-mail
Mercoledì 05 Settembre 2012
La lettera
Sono il Monumento ai Caduti, abito a Como vicino al lago e sono stato eretto per ricordare tutti i caduti comaschi in guerra. Il mio stile è frutto della matita di Sant’Elia ma sono stato realizzato da un altro grande architetto, uno dei padri del Razionalismo, Giuseppe Terragni. Speravo che di guerre non ne venissero più, ma purtroppo così non è stato.
Credevo di appartenere ai cittadini di Como o almeno al Comune di Como, che dovrebbe pensare alla mia salute, ma mi ritrovo abbandonato dalle istituzioni. Sono sporco, le mie povere pietre vengono imbrattate da imbecilli, i drogati ne approfittano per fare i loro porci comodi.
La Fondazione Terragni non fa nulla per tenermi in forma, il Comune meno che meno (non ci sono soldi per me), meno male che ci sono le Associazioni d’Arma che vengono a trovarmi e cercano in tutti i modi di rimettere le cose a posto. Ci sarebbe un modo per garantire la mia sicurezza e con poca spesa, non come quel progetto che era costoso in quanto più costano i lavori, più il progettista ci guadagna.
Ora rimango in attesa che qualcuno si ricordi di me perché io rappresento un ideale tutto italiano e i Caduti devono essere ricordati come meritano (hanno versato il loro sangue).
Ecco il singolare scritto integrale che Giacomo Guarisco dedica al Monumento ai Caduti, immaginandosi che il grido d’allarme sia lanciato dalle stesse pietre del Carso che lo compongono.

Cav. Giacomo Guarisco presidente Ass. Arma di Cavalleria sezione di Como

 

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