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LA MERAVIGLIA PER UN PORTAFOGLIO TROVATO E RESTITUITO E IL DESIDERIO DI RISCOPRIRE LA FIDUCIA VERSO IL PROSSIMO PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Settembre 2010

Risponde Renzo Romano:

Nei giorni scorsi ho ricevuto un bellissimo regalo, la fiducia negli uomini.
Al mattino ho perso il portafoglio con ricordi, documenti, carte di credito e soldi e nel pomeriggio ho ricevuto la segnalazione del ritrovamento dai carabinieri di Appiano Gentile; il portafoglio con tutto il suo contenuto mi è stato restituito da un giovane di colore.
Maria Eugenia Zambelli


Cara Maria Eugenia,
la ringrazio davvero per la sua lettera, breve ma ricca di contenuto. Bello e confortante riaprire il colloquio con i lettori dopo la pausa estiva commentando le sue note.
Quello che lei racconta sembra favola d’altri tempi o almeno di un altro mondo. La banalità di un fatto “normale” si eleva a straordinarietà e meraviglia.
Lei stessa definisce “bellissimo regalo” quello che le è avvenuto.
Sorge la domanda: perché ci si meraviglia di un fatto normale qual è il ritrovamento e la restituzione di un portafoglio? Del tutto ininfluente e superfluo mi appare la sottolineatura che il protagonista del bel gesto sia di colore.
Mi viene in mente un frammento di dialogo tra due anziane signore colto sul bus. La prima, parlando del fidanzato di sua figlia: ”È un meridionale, ma l’è un bravo fioo!” Non occorre la traduzione simultanea per cogliere l’infelicità dell’affermazione, certamente dettata da un pregiudizio del tutto inopportuno, che tuttavia mortifica  e avvilisce l’intenzione della signora di dare un giudizio positivo del giovane.
Azzardo due risposte paradossalmente in contraddizione. La prima è che la meraviglia di fronte a questo gesto sia dettata dalla sfiducia nell’uomo. Pessimismo, rassegnazione, delusione sono purtroppo atteggiamenti radicati in moltissimi. Certamente con buoni evidenti motivi. Affiora l’inquietante quadro di una comunità diffidente, chiusa, egoista che vede nell’altro un pericolo alla sua sicurezza e non un’opportunità per arricchire cuore e intelligenza. Predomina la sfiducia. Il pessimismo prevale. Un avvenimento che contraddice questo clima di reciproco sospetto suscita incredulità e stupore. Da qui la sua meraviglia.
Credo che lei, cara Maria Eugenia, sia in equilibrio precario tra un atteggiamento di prudenza di fronte ad un gesto che contraddice la sua visione pessimista del mondo e la voglia di scoprirsi cittadina di una comunità dominata dall’ottimismo, una comunità dove un gesto come il ritrovamento e la restituzione di un portafoglio sia considerato del tutto normale.
Mi pare di intuire, leggendo il non scritto fra le righe della sua lettera, il suo desiderio che questo instabile equilibrio tra la convinzione di una realtà che le appare deludente e il desiderio di scoprire in essa motivi di fiducia e conforto si spezzi in favore di quest’ultima. Il fatto che lei abbia scritto al nostro giornale per dare risalto alla sua fortunata vicenda e renderla nota a tutti avvalora questa mia convinzione.
La seconda possibile risposta a tanta “meraviglia” di fronte ad un fatto “normale” è paradossalmente proprio nella “meraviglia” di voler rendere  tutti partecipi di un fatto niente affatto straordinario, anzi del tutto “normale” e perciò non meritevole di tanta attenzione. Prevale in questo caso l’ottimismo, la convinzione che il bene prevalga, insomma che il mondo non sia fatto proprio così male come spesso ci appare.
Come giornalista, attento agli umori dei lettori in virtù del privilegio di poter dialogare con loro sulle cose del mondo, sono dibattuto tra il desiderio di pubblicare solo belle notizie eppure scontate, e la necessità di dare spazio ad accaduti tristi e sconfortanti.
Usiamo noi dire, forse per confortarci e giustificare la nostra tendenza a privilegiare avvenimenti eclatanti per drammaticità e tristezza, che fa notizia “il padrone che morde il cane, non già il cane che morde il padrone”.
Un giovane che restituisce un portafoglio trovato per strada non fa notizia. Il fatto che quel giovane sia di colore neppure. Mi piace pensare a questi come accadimenti “normali” e quindi non da giornale.
Per ogni regola c’è però un’eccezione a confermarla. La sua lettera, cara Maria Eugenia, mi offre l’estro per una bella trasgressione.

 

 

 

 

 
 
La difficile battaglia per la parità scolastica PDF Stampa E-mail
Lunedì 06 Settembre 2010
Si parla tanto di federalismo, di riforma della scuola di ogni ordine e grado, e un primo passo concreto si potrebbe fare a partire dalle scuole per i bambini dai 3 ai 6 anni, da quelle paritarie che pure svolgono un servizio pubblico per il quale la scuola pubblica non riesce a soddisfare la crescente domanda e necessità delle famiglie.
Anche a Cantù la situazione è la stessa che in altre parti d'Italia.
Ma poniamo il caso che le scuole Caimi di Vighizzolo e Santa Dorotea di Cascina Amata dovessero chiudere i battenti: saprebbero gli asili pubblici offrire spazio e dare lo stesso servizio anche ai bambini che frequentavano queste scuole?
Credo che qualche problema, non solo legato alla logistica, sarebbe inevitabile.
Ho preso spunto per parlare di questo problema, condividendone l'utilità per la comunità canturina, dopo averne discusso con il signor Edoardo Viganò, che in prima persona sta portando avanti, senza alcun aiuto, se non quello di pochi idealisti e persone dotate di senso civico e di spirito di servizio come lui, una vera battaglia di civiltà e uguaglianza.
La questione è molto seria: i cittadini, i canturini, sono davvero tutti uguali? Sembrerebbe proprio di no: i più fortunati mandano i propri figli alla scuola pubblica, dove è lo Stato o il Comune a garantire loro la frequenza a questa scuola; i meno fortunati devono andare a pagare una retta in una scuola privata, perché non hanno trovato posto in quella pubblica.
Se poi vogliamo elevarci ed elevare culturalmente il discorso, visto che la scuola pubblica è insufficiente e non sopperisce alle necessità della comunità, e quindi serve l'aiuto di quella parificata, perché non dare pari dignità ai genitori di questi bimbi, magari mettendo a totale detrazione del loro reddito l'importo pagato per la scuola privata?
Per la nuova legislatura regionale la riforma della scuola è un occasione formidabile per mettere un altro mattone fondamentale alla costruzione di una Lombardia che sappia stare al passo non solo con l'Europa, e con il mondo, ma soprattutto con la propria società, civile ed economica, che guardando la realtà e i fatti concreti e quotidiani si dimostra in tutti i campi ben più avanti rispetto a certe inefficienze normative ancora da superare.
Anche il Papa invoca la parità scolastica, da tempo ormai, ma è inascoltato.
Renato Meroni 
 
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