Mark Iuliano

«Una situazione incredibile, una barzelletta che non fa ridere». Mark Iuliano, l’allenatore che avrebbe dovuto guidare gli azzurri nella serie C 2017-2018, non ci gira troppo attorno. La sua amarezza è grande e non la nasconde. «Il mio pensiero va prima di tutto alle persone che sono rimaste senza lavoro e ai dipendenti che da mesi non vengono pagati – afferma – Mai mi sarei immaginato di finire in una situazione del genere».
Poi una rivelazione quantomeno inquietante. «Ai tifosi del Como dico di stare attenti – afferma perentorio – In queste settimane ci sono stati consiglieri comaschi amici di Akosua Puni Essien che hanno remato contro».
«Gente che avrebbe voluto un ruolo nel club, ma che lo staff operativo ha tenuto lontano – aggiunge Iuliano – Questi personaggi hanno fatto di tutto per sminuire il lavoro dello staff italiano e ritengo abbiano avuto un ruolo importante nella conclusione negativa della vicenda».
L’ormai ex allenatore è perentorio: «Sono convinto che ora queste persone tenute fuori dalla porta facciano di tutto per rientrare dalla finestra. Occhio ai nomi che manifesteranno il loro interesse per il club».
Iuliano nomi non ne vuole fare, ma si capisce che non abbia digerito questi interlocutori occulti e il loro atteggiamento. «Hanno rovinato quello che era un bel progetto – spiega – Io ero motivatissimo perché c’era da costruire qualcosa di importante. Avevamo accordi con club di serie A per portare sul Lario giocatori che ora andranno in B, dove saranno sicuramente titolari. E non dimentico la collaborazione con il settore giovanile, che pochi giorni fa ha vinto lo scudetto Under 17 di categoria. Più penso a questo più mi cresce l’irritazione. Era un progetto bellissimo».

La presentazione del nuovo allenatore

L’ex giocatore della Juventus difende lo staff italiano «composto da persone che 24 ore su 24 hanno dato tutto e alla fine si sono pure presi gli insulti. In prima persona posso affermare di aver passato un intero pomeriggio in banca con Ariella Casimiri, che ha bloccato il direttore, costringendolo a tenere aperto fuori orario in attesa del bonifico dall’estero».
«All’inizio ero entusiasta – spiega ancora – Poi hanno cominciato a segnalarmi le difficoltà. Ma io e il mio staff abbiamo continuato a lavorare e a tenere tranquille le grandi società che ci avrebbero mandato volentieri i loro giovani in prestito».
Invece alla fine c’è stato il tracollo. «Anche se tutti dicono che per noi allenatori è facile trovare lavoro – ribatte Iuliano – in questo momento io rimango senza occupazione. E penso con delusione alle offerte che non ho valutato, proprio perché l’idea di venire al Como mi entusiasmava. Quello che è accaduto non ha nessuna giustificazione, e ovviamente anche io, al pari degli altri componenti dello staff italiano, tutelerò legalmente i miei interessi».
Per Iuliano un ulteriore motivo di delusione. «Fin da giovane sono stato un simpatizzante del Como, che ben ricordo ai tempi della serie A. Mi piaceva l’idea di guidare una squadra con questo blasone. E invece al posto di parlare di calcio ci ritroviamo a commentare una vicenda surreale».