Una colata di asfalto scuro, liscio e uniforme, che ha sicuramente eliminato qualche avvallamento o buca, ma ha anche cancellato in poche ore un’immagine storica e caratteristica di una delle zone più note del capoluogo.
I lavori di asfaltatura della zona di piazza del Popolo, davanti a Palazzo Terragni, hanno eliminato la vecchia pavimentazione in cemento e calcestruzzo che da decenni era un segno distintivo dell’area, in continuità con il piazzale storico antistante l’attuale sede della guardia di finanza.

Il cantiere si è aperto e chiuso rapidamente, la scorsa settimana. Già nella giornata di venerdì, la nuova immagine di piazza del Popolo ha cominciato a far discutere e sollevato polemiche in città. Molti i dubbi sull’effettiva necessità di intervenire senza tenere conto del vecchio “stile” della zona e dell’immagine complessiva di questa parte del capoluogo lariano.
«In passata si utilizzava molto la pavimentazione in cemento che era stata mantenuta anche in piazza del Popolo – dice l’ingegner Carlo Terragni – Sicuramente era più adatta alla zona davanti a Palazzo Terragni, contribuiva a dare un’immagine uniforme all’area, in continuità con il piazzale dell’edificio storico. Ora invece le due piazze sono disgiunte, non si vede più un progetto complessivo».
Il nuovo asfalto tra l’altro è stato realizzato solo in un’area limitata e questo contribuisce ulteriormente a dare un’idea di “rappezzo”.

«La verità è che non si pensa più la città – aggiunge Carlo Terragni – L’impresa incaricata ha eseguito bene il lavoro che gli è stato chiesto. Il problema è a monte, non c’è stato un compromesso adatto a quel luogo. Immagino che volendo si possa anche ripristinare il vecchio strato sottostante, ma intanto questa è l’immagine che vediamo».
«La pavimentazione di cemento e calcestruzzo c’era da decenni – aggiunge l’architetto Ubaldo Castelli, studio a poca distanza da Palazzo Terragni – Ora la nuova immagine è uno strato di asfalto nero antracite. In passato l’immagine era uniforme, mentre questo asfalto, anche se diventerà più chiaro con il passare del tempo, “stacca” del tutto dal resto. Tra l’altro, non mi sembrava che fosse necessario spendere soldi per un cantiere in questa zona dove c’erano forse piccoli ammaloramenti ma sicuramente accettabili rispetto ad altri punti della città dove sarebbe stato più urgente intervenire».
L’amministrazione uscente però si difende e stronca sul nascere la polemica.
L’assessore alla partita, Daniela Gerosa, è irreperibile e preferisce non rispondere proprio. Accetta di commentare invece il sindaco Mario Lucini, che sottolinea subito come, a suo dire, le critiche in questi giorni siano tutte «pretestuose» e da inserire nel clima della campagna elettorale.

Il sindaco Mario Lucini

«Il cemento c’era da decenni ma non credo affatto che fosse “storico” – afferma Lucini – Sicuramente era a brandelli, questo sì, ma per il resto mi sembra strano che qualcuno dica che avesse una valenza storica, anche perché sarebbe emerso nell’ambito della progettazione dell’intervento effettuato».
«Forse non ci si ricorda già più di come fosse il giorno prima quel tratto di strada – continua il sindaco di Como – Chiedevano tutti di cambiarlo perché era una trappola micidiale. Ora che l’intervento è stato fatto si polemizza. Mi sembra semplicemente che in questo momento abbiamo un clima nel quale la polemica è un obbligo, dobbiamo rassegnarci a tutto questo».
«L’importante per noi era mettere a posto via Dante e piazza del Popolo, che erano in cattive condizioni e finalmente siamo riusciti a farlo – conclude Mario Lucini – Per altre strade i lavori sono già appaltati e gli interventi dunque vanno avanti da soli. Questo per noi era l’importante. A differenza di quello che è avvenuto con noi 5 anni fa, la nuova amministrazione avrà dei cantieri già avviati e potrà dedicarsi ad altre attività».
Anna Campaniello

Piazza del Popolo, tratto nero che fa discutere. Sull’asfaltatura piovono le critiche degli esperti