Cronaca

La crisi morde, Artsana annuncia tagli di personale

La congiuntura economica – Aperta la trattativa con il sindacato. Due settimane di ferie “obbligatorie” nel settore giochi a causa di un surplus di produzione
A rischio 100 impiegati a Grandate. E c’è il problema di una quarantina di esodati per una precedente riorganizzazione
Un centinaio di esuberi nella “palazzina degli uffici”. E ferie forzate nel settore dei giocattoli, dove i magazzini sono pieni a causa di un surplus di produzione (e di un mercato che rallenta vistosamente per la crisi).

C’è molta preoccupazione dalle parti di Grandate. L’Artsana, colosso industriale vanto della manifattura comasca, ha convocato ieri il sindacato per esporre un piano di riorganizzazione nel quale sono previsti anche tagli al personale. Il piano, che ha come nome in codice “Spartacus”, parla della necessità di sfoltire di almeno un centinaio di unità gli uffici amministrativi.
Un’opzione inattesa e che giunge a breve distanza (un paio d’anni) da una operazione simile.
Una manovra che ha lasciato qualche strascico pesante: sono infatti almeno una quarantina gli “esodati” che dopo aver accettato la proposta di lasciare l’azienda si trovano oggi nel territorio privo di certezze aperto dalla riforma della previdenza votata alla fine dello scorso anno su proposta del ministro Elsa Fornero.
L’incontro tra il sindacato e la direzione della Artsana si è chiuso ieri con la scelta del silenzio. Domani l’azienda dovrebbe diramare un comunicato ufficiale, in corrispondenza con la convocazione delle assemblee dei dipendenti. Bocche cucite tra i partecipanti alla riunione. Sembra addirittura che vi sia stato un accordo, un gentlemen agreement tra le parti per evitare ogni contatto con la stampa.
Qualcosa, comunque, è trapelato. La richiesta dei 100 esuberi, come detto, e delle due settimane di ferie “obbligatorie” nel settore giochi.
Secondo le prime voci, il rischio concreto di mobilità nel settore colpito dalla riorganizzazione potrebbe riguardare in modo serio una ventina di persone. Per gli altri 80 sarebbero già pronti “scivoli” e vari ammortizzatori sociali in grado di accompagnare l’uscita dall’impresa senza traumi eccessivi.
La trattativa riprenderà comunque alla metà del prossimo mese.

Dario Campione

Nella foto:
L’Artsana è una delle imprese vanto della manifattura comasca (foto Baricci)
27 Giugno 2012

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