© Foto Antonio Nassa

Un charter carico di problemi è quello atterrato ieri pomeriggio alle 14.15 a Malpensa.
A bordo la nazionale italiana di calcio di rientro da Stoccolma dopo la sconfitta per uno a zero contro la Svezia nell’andata dello spareggio per conquistare un posto ai mondiali di Russia del 2018. E come se non bastasse la sconfitta c’è timore per le condizioni di Leonardo Bonucci. Per lui si teme la frattura del naso dopo la gomitata ricevuta da Toivonen pochi minuti dopo l’inizio della gara.
Gli azzurri dall’aeroporto hanno subito fatto rotta verso la Pinetina, ad Appiano Gentile (oggi “Centro Sportivo Suning), casa dell’Inter, dove rimarranno in ritiro e si alleneranno in vista della partita di ritorno prevista lunedì sera a San Siro.
Il pullman della nazionale è arrivato ad Appiano verso le 15 e fuori dal centro sportivo ad attendere gli azzurri una quindicina di tifosi. Tra loro anche due inviati del programma Le Iene, in missione per cercare di consegnare un pacco dono misterioso al Ct Gian Piero Ventura.

I giocatori hanno poi svolto un leggero allenamento a porte chiuse. La tensione inizia dunque a salire in vista del big match tra le due nazionali. E chi ha giocato sia in Italia che in Svezia è Dan Corneliusson, centravanti svedese che dal 1984 al 1989 ha indossato la maglia del Como. Raggiunto telefonicamente in Svezia per un pronostico in vista del match di lunedì, Dan, prima di qualsiasi valutazione tecnica, si è lasciato andare a un ricordo. «Gli anni passati in Italia, a Como sono stati per me i migliori. Quelli di cui ho il più bel ricordo. Detto questo e tornando ad oggi, devo dire che per me l’Italia è ancora la favorita. La vittoria per uno a zero non garantisce tranquillità alla Svezia – spiega Corneliusson – Siamo sempre di fronte a una delle nazionali più forti, che inoltre avrà il fattore campo dalla propria». Intanto San Siro si avvia al record di presenze, con oltre 70mila spettatori. «La nazionale svedese sta giocando bene. L’assenza di Ibrahimovic, campione indiscusso, ha spinto gli altri a innalzare il livello di gioco», chiude Corneliusson.