Paesaggi agresti in forma di mosaici dal sapore antico, tra Lario e Brianza: quando la persistenza della memoria è esplosione di colori materici, densi, per creare scenografie che sono un inno al tempo. La Camnago Volta povera ma piena di dignità delle cascine e delle corti viene evocata nei dipinti di un maestro lariano, Franco Russolillo, classe 1932, che ha fatto della suddivisione ritmica dello spazio la propria cifra stilistica.
Dagli ampi balconi del suo studio la vista si perde sul parco della Spina Verde, dominato dal Baradello, e su via Pannilani, operoso borgo di artigiani tessili dove il maestro è nato. Vecchie fattorie, antiche eredità rurali immerse nel verde profondo che è l’anima della natura, in un dialogo ancora armonico con la presenza umana. Sono una voce importante nel suo atelier, accanto a rappresentazioni di figure umane che simboleggiano la varietà degli stati d’animo e le età della vita. Spiccano nella produzione del pittore comasco anche i potenti ritratti di argomento sacro (il Cristo nella vetrata della parrocchiale di Santa Cecilia a Camnago) e figure simboliche di ambito profano: gli sforzi dei pescatori lariani sugli antichi comballi, le grandi barche di legno adibite un tempo al trasposto di merci sul lago, o giovani intenti al gioco in pose “metafisiche” di fronte a celebri monumenti di Como quali il palazzo del Broletto e la basilica di San Fedele.
Russolillo domina il segno e il colore con perizia. Un osservatore acuto, Roberto Sanesi, ha sottolineato che «ciò che distingue questo pittore è la correlazione spesso imprevista tra il colore squillante, pastoso e la minuziosa e separante indagine operata dal segno, dal tratto rilevato e rigido, all’interno delle figure, così che il risultato appare ai limiti di una frammentazione e ricostituzione per la quale si potrebbe pensare a una lontana origine tra Secessione e Cubismo».

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Grazie a una lunga tradizione di donazioni, l’ospedale Sant’Anna è anche una galleria d’arte.  Lo testimonia la recentissima donazione del comasco Franco Russolillo,  che ha presentato nell’azienda ospedaliera di San Fermo 14 quadri della serie “Tavolozza”.  Russolillo è nato a Como nel 1932. Con un linguaggio riconducibile a Impressionismo, Secessionismo e Cubismo, ha come cifra stilistica la suddivisione ritmica dello spazio dove geometria e colore giocano un ruolo di primo piano.