A Como è stato un presidio simbolico, a Lecco la città è stata di fatto paralizzata. Nelle due città lariane ha avuto due diversi volti la protesta degli autotrasportatori che chiedono maggiore interesse da parte delle istituzioni per un settore che «sta morendo» come ha scritto nel suo comunicato la Fai, Federazione autotrasportatori italiani.
In origine la manifestazione prevedeva la partenza di 100 motrici da Como e altrettante da Lecco, con un ritrovo a metà strada. Ma il «no» di Bruno Corda, prefetto della nostra provincia ha costretto gli organizzatori a modificare i loro piani.
A Lecco, dunque, i camion (esattamente 120) si sono mossi in un percorso all’interno della città manzoniana che ha toccato i principali punti, con il passaggio davanti ai luoghi che ospitano le istituzioni. A Como il presidio è stato meno impattante, con i mezzi di una ventina di aziende che hanno fatto un presidio simbolico davanti alla sede della Motorizzazione in via Tentorio.
Una manifestazione che in realtà potrebbe essere soltanto l’inizio di una mobilitazione più generale, come ha spigato Giorgio Colato (della Federazione autotrasportatori) a Lecco. «Siamo stanchi – ha spiegato – Ci siamo fermati per una giornata per non essere poi costretti a farlo per sempre. Noi vogliamo rappresentare la sofferenza di chi è sulla strada tutti i giorni e vive una situazione davvero difficile».