Il cappio agitato a Montecitorio dal deputato leghista canturino Luca Leoni Orsenigo è entrato ancora di più nella storia d’Italia. Ieri sera sono andate in onda su Sky Atlantic le prime due puntate di “1993”, il sequel di “1992”, fiction che racconta quel capitolo delle vicende italiane con i volti di attori quali Stefano Accorsi, Laura Chiatti, Miriam Leone e Guido Caprino. È proprio quest’ultimo a interpretare il giovane deputato leghista Pietro Bosco, che in una scena, dai banchi della Camera, prende al collega Orsenigo il cappio e lo agita.

«Sì, ma questo è un falso storico, fa solo parte della finzione cinematografica – dice subito Luca Leoni Orsenigo – il cappio era mio, l’ho agitato io e non lo ha mai toccato nessun altro leghista». Dopo la copertina di “Panorama”, i tanti articoli di giornale, i libri, arriva la citazione in una serie tv di successo. Quel cappio la perseguiterà per tutta la vita. «Rifarei tutto quello che ho fatto in quegli anni», spiega. Era un giovane parlamentare, ma avrebbe lasciato la politica pochi anni dopo. «Ho fatto due legislature, entrambi molto brevi, ma estremamente intense – risponde – non le baratterei per nulla al mondo con gli ultimi mandati, anche con dieci anni pieni. Abbiamo riscritto la storia d’Italia, io nel 1992 avevo trent’anni, ero tra i più giovani, con Alessio Butti, che ha due anni meno di me».

Guarderà la serie? «Non sono abbonato a Sky, ma mi aspetto che qualcuno la registri e alla prima occasione, mi proponga di vederla insieme – dice Orsenigo – Non mi disturba affatto che si parli di quell’episodio». Torniamo alla politica, non le manca? «Avevo giocato un ruolo importante da giovane ed era arrivato il momento di fare altro – dice – Mi candidai ancora per dovere di servizio alle Politiche successive nel collegio uninominale di Como. La Lega correva da sola, altri rifiutarono, andò male. Poi sono uscito dalla Lega, con un gruppo di amici ex del partito abbiamo ripresentato una lista a Cantù, ma non era più il nostro tempo».