Tra 2015 e 2016 nella provincia lariana sono diminuite (-0,4%) le imprese attive, passate da 42.992 a 42.821, ma è cresciuto il numero degli addetti: passati tra 2015 e 2016 da 148.004 a 149.498. Il dato emerge da una statistica della Camera di Commercio di Milano che fotografa nel dettaglio la realtà imprenditoriale della nostra regione.

Con 297 mila sedi d’impresa attive (5,7% del totale nazionale), Milano si colloca al secondo posto nella classifica delle province italiane per numero di imprese, dopo Roma che ne ha 350 mila (6,8%), ma prima per numero di addetti con 1,9 milioni (12% nazionale) contro gli 1,5 (9,3%) di Roma che è seconda. E da quanto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2016 e 2015, la Lombardia chiude il 2016 con 818 mila imprese attive e circa 3,8 milioni di addetti. Numeri che ne fanno la prima regione italiana, pesando il 16% del sistema imprenditoriale italiano e il 23% degli addetti delle imprese nazionali.

Sul Lario, tra i settori più significativi del tessuto produttivo, spiccano le attività manifatturiere dove tra 2015 e 2016 si è registrata una flessione nel registro delle imprese attive: da 6.438 unità si è scesi a 6.282. Nonostante le speranze di ripresa del settore edilizio, come si legge in questa stessa pagina, il settore delle costruzioni è stato in debito di ossigeno tra 2015 e 2016, passando da 7.949 imprese attive a 7.743. In lieve flessione anche il dato che riguarda le attività immobiliari dove si è passati da 3.615 attività registrate nel corso del 2015 a 3.601 imprese computate nel corso del 2016. Sostanzialmente stabile il settore commercio, con quasi 9.700 imprese attive.

Una buona notizia viene invece dal settore del turismo su cui l’economia lariana dichiara da tempo di voler puntare: si è infatti passati dalle 3.199 attività legate ai servizi di alloggio e ristorazione del 20156 alle 3.275 unità attive durante l’anno che si è appena concluso. E nella classifica si va dalla peggiore performance fatte registrare dal settore dell’estrazione mineraria (-7,7%) al miglior risultato che si deve alle attività nel settore istruzione (crescita dell’8%). Luci e ombre di un territorio in cerca di identità e che vede nel 2017 l’anno decisivo della svolta.