La Ticosa al Comune, il sindaco: «Parcheggio entro la prossima primavera»
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La Ticosa al Comune, il sindaco: «Parcheggio entro la prossima primavera»

Sì alla proposta di transazione avanzata da Multi per l’ex Ticosa. L’area dismessa più grande della città torna in gioco, anzi potrebbe presto tornare di proprietà piena di Palazzo Cernezzi, senza il temuto strascico legale.
Il primo via libera all’accordo extragiudiziale tra le parti è arrivato dalla giunta nella seduta di giovedì pomeriggio.
Il sindaco ha poi voluto dare una comunicazione l’altra sera anche al consiglio comunale, quindi, nella nottata, alla stampa. Ora è proprio il consiglio, tecnicamente, a dover esaminare e approvare la proposta di transazione.
Ma quanto costerà riavere l’ex Ticosa?
«Se parliamo solo di costi vivi, la transazione richiesta si aggira sui 450mila euro» spiega il sindaco di Como, Mario Landriscina.
Nell’accordo le parti rinunciano naturalmente a escutere cauzioni e garanzie messe più di dieci anni fa, ovvero quando la multinazionale olandese si aggiudicò l’appalto e la demolizione dell’ex tinto stamperia, avviata, è bene ricordarlo, nel gennaio 2007.
Il sindaco Landriscina sulla Ticosa abbandona per un attimo la consueta prudenza.
«Lasciatemi prima di tutto ringraziare l’assessore Marco Butti e il gruppo di lavoro che ha ottenuto il risultato – dice – Dopo nove mesi di mandato portiamo a casa un successo, anche grazie all’arricchimento dell’offerta economica proposta, dove ci si era arenati in precedenza».
Certo il cammino, passaggi politici a parte, si annuncia ancora un po’ in salita. Parcheggio aperto per Natale?
«Me lo hanno già chiesto e mi piacerebbe – dice il sindaco – io mi accontenterei della prossima primavera».
La discussione arriverà in consiglio comunale a parte, ma quali sono i prossimi step tecnici?
«Dopo il consiglio comunale inizieranno gli incontri con i dirigenti sul tema non risolto dell’ecologia e dell’inquinamento dell’area – dice il sindaco – Dobbiamo incontrare la parte tecnica e politica della Provincia, per le questioni legate alla cosiddetta cella 3. Al più presto avvieremo anche il dibattito sulla destinazione dell’area. Con tutti. Ci sono tante buone idee e tanta voglia di partecipare».
Ma lei ha già una prima idea da realizzare, non ne ha fatto mai mistero, parcheggio e rotatoria?
«Sì, e dobbiamo trovare anche i quattrini per realizzare almeno queste due cose».
Immediata la reazione delle minoranze di Palazzo Cernezzi. Su un tema così sentito per Como e i comaschi, nessuno ad ogni modo si sente di fare le barricate a priori in consiglio comunale.
«Se si tratta di un’evoluzione propositiva su un tema in stallo da anni non si può che essere contenti. Oggi la Ticosa è un cancro di Como e faremo la nostra parte» spiega Stefano Fanetti, capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi.
«Al momento sappiamo davvero ben poco – dice Alessandro Rapinese di Rapinese Sindaco – Purtroppo il consiglio viene sempre più spesso considerato dal sindaco solo uno spettatore delle vicende pubbliche e siamo convocati solo per gli obblighi di legge».
«Detto questo – aggiunge – spero in tempi brevissimi che si possa parcheggiare nell’area e che la transazione non si riveli un disastro per le casse comunali».
Guarda avanti anche il consigliere pentastellato Fabio Aleotti: «Speriamo in bene – dice – E soprattutto speriamo che l’intervento che sarà fatto sullo spazio non sia provvisorio, ma abbia una visione, un futuro. Ben venga la parte adibita a parcheggio, ma non si può pensare di ridurre quest’area a quello. Abbiamo già perso il Politecnico e l’Università dell’Insubria è così vicina all’area, che potrebbe pensare a uno sviluppo».
Anche per Maurizio Traglio, di Svolta Civica è importante che vi sia già una visione d’insieme. «Noi siamo pronti a fare la nostra parte e a dare il nostro contributo per condividere un progetto da seguire passo dopo passo – dice Traglio – Vanno pensati bene i contenuti di questo spazio, che non deve essere un vuoto a perdere».
«Giusto realizzare un parcheggio, ma servono anche un parco verde cittadino e una zona per l’Università, con l’auditorium dentro la Santarella» conclude.
Paolo Annoni

14 aprile 2018

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