Osservato dal lungolago, ammirato da Brunate o perlustrato a bordo di un idrovolante, il Lago di Como trasmette una sensazione di pace e purezza. Ma navigare sulle sue acque è diventato sempre più rischioso. Innanzitutto per i viaggiatori che, spesso senza saperlo, salgono su natanti non autorizzati al trasporto e lungo il loro tragitto incrociano decine di imbarcazioni fuorilegge. Pirati del Lario che sfruttano le maglie spesso troppo larghe di una normativa non sempre efficace, improvvisandosi comandanti di lungo corso e andando a incidere pesantemente su chi questo mestiere lo fa regolarmente e in molti casi da una vita. Per cercare di scongiurare un fenomeno che, nel 2016, ha sottratto dalle tasche dei legittimi operatori del settore più di 2 milioni di euro – e la cifra è al ribasso – è nato, ieri mattina, il Consorzio Motoscafi del Lario, la prima realtà che aggrega le imprese del settore dei servizi pubblici non di linea.
Si tratta di un passo storico perchè da diversi anni si cercava di creare questo sodalizio. E i tanti “barcaioli” presenti ieri mattina all’hotel Metropole Suisse confermano l’urgenza di mettere ordine nel comparto. L’operazione è stata promossa dall’associazione nazionale imprese di trasporto viaggiatori (Anitrav). «Vogliamo dare forza alle imprese e lottare contro l’abusivismo che incide sul fronte economico per diversi milioni – dice il presidente Anitrav Mauro Ferri – È la prima volta qui a Como, puntiamo a crescere». L’idea «è di chiedere subito la collaborazione dei Comuni per lavorare insieme – dice Alfonso Morisieri, presidente del neonato Consorzio – Il lavoro da fare è tanto. Penso, ad esempio, alla richiesta di creare più approdi sicuri e utilizzabili. Alla volontà di ideare magari delle nuove tratte che saranno gestite dai partecipanti al consorzio». E perchè no «si cercherà anche di porre le condizioni per poter partecipare a dei bandi europei con oggetto la navigazione. Perchè non puntare infatti a conquistare fette di mercato anche fuori Como», aggiunge Ferri.
Sul lago gli addetti autorizzati sono una decina e utilizzano una cinquantina di imbarcazioni. Ad oggi in 5 – per un totale di 30 natanti – hanno già aderito al Consorzio di cui è direttore Edoardo Grammatica della storica ditta Tasell di Como in attività dal 1892.
«Il lavoro da fare è tanto. I fronti da percorrere sono molteplici e oltre alla lotta contro chi lavora in nero danneggiandoci – spiega Grammatica – puntiamo a migliorare il settore. Le prenotazioni ricevute finora fanno intravedere per noi una crescita del 20% rispetto all’anno passato. Numeri che vogliamo tutelare così come le nostre attività. L’impegno è anche quello di convincere chi non opera correttamente a mettersi in regola».