Lago di Como ai minimi livelli, ma c’è un paradosso: si rischiano esondazioni.
Secondo l’Anbi, Associazione Nazionale dei Consorzi di Bacino, le acque lariane risultano infatti a -16,3 cm sotto lo zero idrometrico, un dato che alle 19 di ieri era arrivato a quota -18,6 cm. Una condizione comune a tutti i grandi laghi del Nord, sotto la media stagionale.
Nonostante gli invasi siano sotto i livelli medi stagionali, il timore dell’Anbi è che si arrivi a esondazioni a causa dell’innalzamento delle temperature, fenomeno che potrebbe comportare un repentino scioglimento delle abbondanti quantità di neve cadute fino a pochi giorni fa. Masse che riversandosi nei corsi d’acqua, aumenterebbero il rischio di esondazione a valle.
Del resto, non è certo la prima volta che il lago di Como diventa protagonista in tal senso: numerosi sono gli episodi di straripamento avvenuti nel corso degli anni a causa del progressivo aumento del livello dell’acqua nella stagione primaverile, caratterizzata da forti piogge e temporali.
Ricordiamo in particolare l’esondazione del giugno 2016 e quella dello scorso giugno 2017, quando si è reso necessario l’allestimento di una passerella per i pedoni che arrivavano dai punti di attracco dei battelli o dalla passeggiata a lago e si dirigevano verso piazza Cavour.
«È in situazioni come queste – ha commentato Francesco Vincenzi, presidente dell’Anbi – che più si avverte la mancanza di un’adeguata rete di invasi, capace di trattenere la risorsa idrica per i periodi di bisogno, riducendo al contempo il pericolo delle piene fluviali».

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