Una città più unita dove poter ragionare in coro sui grandi temi e lavorare in sinergia. Senza far prevalere, «come ancora troppo spesso accade, i particolarismi». È questa la visione della Como del futuro di Mario Landriscina, candidato sindaco del centrodestra, che sta “studiando” da primo cittadino, visitando e parlando con chi anima e manda avanti la città giorno dopo giorno. «Vedo una realtà a due facce. La prima è quella, diciamo, più ordinaria, ovvero quella delle buche nelle strade, della viabilità, della sporcizia o dell’accattonaggio incontrollato, solo per citare alcuni esempi. Problemi da affrontare di petto. L’altra è la Como del futuro, che richiede un lavoro di più ampio respiro», spiega Landriscina.

Inevitabile affrontare alcuni dei grandi temi sempre sullo sfondo, partendo dal destino di un’area, come quella della Ticosa, sulla quale anche uno dei suo antagonisti, Maurizio Traglio, ha già parlato. E anche dall’altra parte della barricata le idee sono chiare. «Affrontando temi così a lungo dibattuti si rischia di essere ripetitivi. Ma innanzitutto è necesario creare un parcheggio per dare respiro alla carenza di posti auto e per aiutare la vicina via Milano. Così come è decisiva una rotatoria a San Rocco. Giusto immaginare poi una mobilità dolce con più mezzi pubblici, auto elettriche in Ticosa e anche piste ciclabili. Purché ci sia equilibrio». Con un balzo nel futuro invece «sarà fondamentale rafforzare il rapporto con l’università dell’Insubria. Dispiace per la sorte del Politecnico ma ora si deve scommettere, e lo farò, su questo ateneo e su un bipolarismo con la sede di Varese, senza pensare a campanilismi. E in tal senso anche la società dovrà aiutarci, dovrà magari dirci cosa chiede il mercato del lavoro. Così allora si potrebbe puntare a creare competenze nei settori chiave del nostro territorio come il tessile, la meccanica e il legno arredo. Motivi per cui rivedrò presto il rettore dell’Insubria», dice Landriscina che non dimentica, in questo nuovo e ipotizzato gioco di squadra, il lavoro «eccellente svolto dal Tavolo della competitività. Ottimo strumento proprio per poter lavorare in sinergia senza personalismi».

Ma Como è sempre più sinonimo «di turismo e cultura. I dati sulle presenze di visitatori nel nostro territorio certificano sempre di più la vocazione turistica della città. Patrimonio che deve esser ovviamente preservato e incentivato. Strettamente connesso con questo discorso vi è poi il grande tema della cultura». Argomento che non può non partire dalle grandi mostre, dal loro impatto e dalla loro importanza. «Sono sicuramente favorevole al ritorno al passato, con un grande evento catalizzatore. Poi sarà importante la costruzione di percorsi culturali altrettanto invitanti, in grado di supportare i grandi eventi. Sarà infine necessario valorizzare realtà esistenti come, giusto per citare un caso, il Museo della Seta, che vive grazie all’impegno di alcuni volenterosi», spiega sempre Mario Landriscina.

Impossibile chiudere la chiacchierata con il candidato sindaco del centrodestra senza parlare dell’eterno problema delle paratie. «Mi sembra di poter dire che il percorso intrapreso, con l’intervento della Regione Lombardia, rappresenti una strada condivisibile e da portare avanti. E non deve essere strumentalizzata. Nei prossimi giorni vedrò il presidente Maroni e sicuramente parleremo ancora del tema». Infine un accenno alla macchina comunale, che «andrà necessariamente rifatta per garantire più efficenza», chiude Landriscina