«Le grandi mostre vanno fatte». Una posizione netta. Su uno dei temi caldi della città – la necessità di organizzare grandi eventi d’arte a Villa Olmo – Simona Rossotti non ha esitazioni. Giovedì sera, in diretta su Espansione tv, durante una puntata speciale di Etg+, il vulcanico neoassessore al Turismo di Como ha anticipato le sue intenzioni senza lasciare spazio ad alcun dubbio. Il percorso delle grandi mostre comasche è dunque destinato a ripartire.
Una strada, quella delle rassegne d’arte, intrapresa dall’ex assessore alla Cultura Sergio Gaddi all’inizio degli anni Duemila, per essere poi bruscamente interrotta dall’amministrazione di Mario Lucini nel 2016. Dalle alchimie di Miró, l’artista al centro della prima rassegna voluta da Gaddi nel 2004, che totalizzò 74mila visitatori, alla vitalità delle città, tema dell’ultima mostra proposta nel 2015 dal’assessore Luigi Cavadini, che si fermò a 20mila visitatori.

L’assessore Simona Rossotti

«Le grandi mostre vanno fatte – ha ribadito l’assessore Rossotti – Un’amministrazione non può occuparsi solamente dell’ordinario. Deve anche guardare oltre. È come se una persona si svegliasse la mattina e vivesse solo alla giornata, senza guardare oltre la punta delle scarpe. La grande mostra è un momento di attrazione di tutti quei mondi che una città come questa non può perdere».
Del resto, lo stesso Mario Landriscina, neosindaco di Como, ha sempre sostenuto questa posizione. «Riproporrò le grandi mostre quando Villa Olmo sarà di nuovo disponibile – ha dichiarato durante la campagna elettorale – Mi piacerebbe che la città le sostenesse in modo concreto».
Resta da affrontare, e sarà compito della nuova giunta, il tema della sostenibilità delle grandi mostre. Sergio Gaddi ne firmò nove, da Miró (nel 2004, 74mila presenze) a Brueghel (nel 2012, 95mila visitatori), con il record dei 120mila biglietti staccati per Magritte nel 2006. Tutte le nove rassegne superarono abbondantemente il milione di euro di costi organizzativi e in un paio di occasioni gli incassi non coprirono le spese sostenute da Palazzo Cernezzi.
Dalle mostre alla “movida”, tema che spesso si scontra con le lamentele dei residenti del centro storico. Ai microfoni di Etv l’assessore Rossotti ha detto che vorrebbe creare, per l’intrattenimento serale, un percorso condiviso con i cittadini e con le associazioni, in grado di coinvolgere anche le periferie.
Periferie dalle quali, secondo Elena Negretti, neoassessore alla Programmazione e all’Innovazione tecnologica, anch’ella ospite giovedì sera di Etg+, deve ripartire l’azione amministrativa. «Non abbandoneremo i quartieri – ha sostenuto Negretti – anzi, la nostra attenzione partirà proprio dalle periferie».
Negretti si occuperà anche del personale di Palazzo Cernezzi. E a un telespettatore che chiedeva se va licenziato il dipendente pubblico che fa la spesa in orario di lavoro, il neoassessore ha risposto in maniera netta: «Io sono un dipendente pubblico dal 2000 e non ho mai fatto la spesa in orario di servizio».
Andrea Bambace