Nel mondo di Internet c’è una certezza: Se qualcuno prova a fare qualcosa, in particolare in un ambito sotto la lente dei media come quello del calcio, lascia sempre il suo segno. Ecco così che nessuna delle otto cordate che hanno espresso la loro “manifestazione di interesse” è composta da sconosciuti.

Due società arrivano dal settore del mattone Nicastro Group 360°di Miami e Archio Costruzioni di Como. Massimo Nicastro, capocordata, bocconiano da vent’anni uno dei player del real estate a Miami. Con lui ci sarebbe un altro noto immobiliarista romano, Roberto Renzi, oltre all’ex presidente azzurro Enzo Angiuoni. A rappresentare legalmente il dottor Nicastro, l’avvocato Fabrizio Diana. Con Diana anche l’avvocato Eduardo Chiacchio, che a Como tutti ricordano per la miracolosa iscrizione della squadra azzurra nel 2004.

Giuseppe Bruccoleri della Archio Costruzioni di Como con il tunisino Nouredding Ben Alì Hajji, suo socio in affari aveva invece già cercato di acquistare la squadra da Lady Essien a fine giugno. Aveva messo sul tavolo 4 milioni in caso di serie C e 3 in caso di serie D. Perché dei gruppi immobiliari dovrebbero essere interessati a una squadra di calcio nei dilettanti? I bene informati puntano subito il dito sullo stadio, che – è vero – è di proprietà comunale e pure vincolato, ma sempre bisognoso di ristrutturazioni e in uno dei luoghi più belli del mondo. Se fino ad aprile chi voleva costruire nuovi stadi poteva pensare di rientrare nell’investimento realizzando solo cinema e centri commerciali, grazie alla manovrina si possono mettere in cantiere anche palazzi, case e villette.

Tre gruppi di imprenditori sono formati da “professionisti” dell’acquisto di squadre di calcio. Francesco Agnello non ha mai fatto mistero di voler acquistare il Como. L’imprenditore campano nel settore delle acque minerali, aveva fondato pure la Ss Calcio Como srl per partecipare all’ultima asta, ma poi all’ultimo lasciò perdere. Una curiosità. Nel 2002 voleva la Sambenedettese da Luciano Gaucci, ma non se ne fece nulla.

Victor Pablo Dana, invece, ha legato il suo nome nelle trattative per l’acquisto di squadre come Milan, Marsiglia, Napoli e Genoa. Lo scorso anno con un gruppo arabo era a un passo dal Pisa. Ora ci riprova con il Como. La Meleam di Bitonto (Bari), società per azioni attiva con una rete di imprese in tutta Italia nei settori della sicurezza sul lavoro e della medicina legale, è già sponsor e socia al 25% del Brindisi (serie D) e starebbe chiudendo pure con il Latina Calcio. Pasquale Bacco (medico) e Nicola Galliani non sono reperibili in azienda fino alla prossima settimana.

Tutta comasca la cordata della Saniplast di Montorfano del presidente Domingo Merry del Val, marito della contessa Elena Barabavara, ex sindaco e proprietaria dei terreni attorno al lago di Montorfano. L’ingegnere Merry del Val, impegnato anche lui nella politica del paese e nel sociale, è presidente dell’associazione Amici di Montorfano. «Quella di provare a rilanciare il Calcio Como è un’idea di mio figlio Felipe, che ha coinvolto da tempo due persone decisamente competenti in materia quali Fulvio Collovatie l’avvocato Emiliano Nitti, ex presidente della Pro Patria, e alcuni finanzieri. Alcuni investitori sono già pubblici, mentre altri sono, come si dice, sulla finestra. Vorremmo fare qualcosa per il territorio e per Como, non cerchiamo di arricchirci con il calcio. Cerchiamo un progetto che valorizzi i tanti giovani che gravitano nell’orbita del Calcio Como e non meritavano questo fallimento».

Fa capo all’avvocato Bruno Tommasetti di Napoli la settima cordata. Il legale è specializzato in trust, ovvero gestione di grandi patrimoni familiari. Lo raggiungiamo al telefono mentre è in barca, ma le comunicazioni sono decisamente complicate.

L’ultima cordata non è una società, bensì un progetto, “La prima squadra al servizio del settore giovanile”. Il nome di riferimento è un ex calciatore azzurro del calibro di Stefano Maccoppi. Maccoppi, dopo un decennio in giro per la Svizzera ad allenare e l’ultima stagione in Romania, proprio in queste ore ha rinunciato a un contratto con i campioni del Kenya per seguire il progetto del Como. Con lui ci sono altre bandiere del Calcio Como degli anni Ottanta. Il progetto punta sul vivaio ed è coordinato da un esperto in materia di start up e consulente di un grande gruppo bancario italiano, Matteo Elli. I promotori sarebbero fin d’ora disposti a collaborare con il loro know-how anche con gli altri concorrenti.

Paolo Annoni

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