Le Rsu: “Il Casinò è un’azienda sana. Dai media immagine fuorviante della realtà”
Cronaca

Le Rsu: “Il Casinò è un’azienda sana. Dai media immagine fuorviante della realtà”

Il Casinò di Campione d'Italia
Il Casinò di Campione d’Italia

«Il Casinò di Campione è un’azienda sana, capace ancora oggi di assicurare alla clientela un servizio trasparente, competente e garante di legalità». A parlare sono le Rsu – rappresentanze sindacali unitarie – del Casinò di Campione d’Italia all’indomani della notizia del nuovo blitz nella casa da gioco e negli uffici del comune guidato dalla guardia di finanza e dalla procura di Como. Secondo le Rsu sarebbero «i mass media di ogni genere» che in questi mesi «stanno denigrando il buon nome della casa da gioco destabilizzando l’integrità della comunità».

Nonostante le inchieste aperte dalla procura di Como e l’istanza di fallimento che ancora pende sul capo del Casinò, secondo le rappresentanze sindacali «l’unica regola sembra quella di una distruzione sistematica dell’immagine del Casinò di Campione» con una «rappresentazione fuorviante della realtà aziendale». «Siamo aperti e non siamo falliti», tuona il comunicato stampa giunto in redazione. Che poi prosegue: «Al netto delle future e legittime decisioni del Tribunale di Como, le Rsu hanno ratificato un accordo con il management aziendale capace di garantire il riassorbimento della massa debitoria nei confronti del Comune di Campione, così come di tutti i creditori, nei prossimi cinque anni. Si consideri il fatto che tale accordo è stato sottoscritto in sede regionale, alla presenza di un funzionario con mansioni non solo di mediatore ma anche di garante».

«Il nostro appello diventa ancor più importante oggi, all’indomani dell’ennesima esposizione alla gogna mediatica» (i media hanno dato conto delle perquisizioni al Casinò e in comune per l’ipotesi di reato di bancarotta preferenziale che ha portato all’iscrizione sul registro degli indagati del sindaco Roberto Salmoiraghi). «Non possiamo che constatare come l’atteggiamento istituzionale rischi di compromettere irreversibilmente la capacità aziendale di produrre utili. Curioso è il fatto che i riflettori siano puntati sulla gestione del debito e altrettanta solerzia manchi nell’accertamento delle cause che hanno portato alle creazione di tale debito».

13 giugno 2018

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Mauro

Mauro Peverelli mpeverelli@corrierecomo.it


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