Como di nuovo al centro delle indagini sul terrorismo internazionale. Nella notte tra domenica e lunedì, nel centro per i richiedenti asilo di Chiasso, a pochi chilometri dal confine, due migranti sono stati arrestati perché sospettati di avere dei legami con l’uomo che, il primo ottobre scorso, in Francia, a Marsiglia, ha accoltellato a morte due giovani donne. I fermati sarebbero arrivati in Svizzera proprio dal capoluogo lariano, anche se al momento sono ancora poche le informazioni a disposizione.
La notizia è stata pubblicata ieri pomeriggio dal portale elvetico tio.ch. Secondo quanto riferito, gli arresti sarebbero avvenuti nell’ambito di un’indagine contro il terrorismo internazionale e i due richiedenti asilo fermati sarebbero collegati a Ahmed Hannachi, il killer di Marsiglia. L’intervento è stato eseguito dalla polizia svizzera, che avrebbe ricevuto informazioni e una segnalazione dalle autorità italiane.
Ai media svizzeri, la portavoce della polizia federale elvetica Anne-Florence Débois ha dichiarato: «Gli arrestati rappresentano un rischio potenziale per la sicurezza interna in Svizzera, in collegamento con attività terroristiche all’estero».
Sui due richiedenti asilo che erano ospitati nel centro di Chiasso in particolare pendeva un mandato di cattura internazionale proprio per un loro presunto ruolo nell’attentato di Marsiglia. Il primo ottobre scorso, in Francia, Hannachi ha accoltellato a morte due giovani donne, prima di essere ucciso dalla polizia francese.
Il blitz a Chiasso è scattato nella notte tra domenica e lunedì e gli arresti sono stati eseguiti dagli agenti della polizia cantonale ticinese. La stessa portavoce, intervistata dai media svizzeri ha precisato: «Stiamo facendo verifiche sulle misure da adottare. In questo contesto si tratta di misure di polizia amministrativa, come un divieto d’ingresso o un rimpatrio».
Il killer di Marsiglia aveva un passato italiano e il fratello Anis, accusato tra l’altro di aver indottrinato Ahmed Hannaci, è stato arrestato sabato scorso a Ferrara. Un caso tutt’altro che isolato, visto che sono numerosi i legami tra jihadisti che hanno colpito in Europa e il nostro Paese. Per il direttore dell’Antiterrorismo Lamberto Giannini, «I casi di soggetti vicini al jihadismo e passati per l’Italia sono per adesso testimonianza di esperienze e di storie diverse tra loro, anche se c’è la massima attenzione e le indagini proseguono serrate». Dall’inizio dell’anno, sono 82 le persone espulse dall’Italia per sospetti legami con il terrorismo internazionale.