Legge regionale sugli edifici di culto: è polemica tra i consiglieri lariani

Una manifestazione del passato contro la moschea a Cantù Una manifestazione del passato contro la moschea a Cantù

Regole precise per chi vuole insediare un luogo di culto e la possibilità per i cittadini di esprimere un parere attraverso un referendum consultivo.
Sono i due poli attorno ai quali si sviluppa la nuova legge – varata nei giorni scorsi dal consiglio regionale lombardo – elaborata per disciplinare l’argomento.
«Mi sembra un atto dovuto. È fondamentale disporre di una regolamentazione dettagliata – dice il consigliere regionale della Lega Nord, Dario Bianchi – Tutto va tenuto sotto controllo. E le persone devono poter dire la loro. Mi è sembrato francamente fuori luogo polemizzare sulla possibilità di indire un referendum consultivo. Chi lo ha fatto, e mi riferisco ad alcuni esponenti delle opposizioni, si è comportato in maniera anomala. Sembra quasi che si voglia limitare la libertà di espressione».
La nuova normativa fissa alcuni punti fermi e prevede, ad esempio, che i nuovi luoghi di culto abbiano congruità non solo architettonica ma anche dimensionale con le caratteristiche del paesaggio lombardo, così come individuate nei Piani di governo del territorio (Pgt).
Gli stessi luoghi di culto dovranno poi essere dotati di telecamere collegate con la Questura e avere un parcheggio in misura almeno doppia rispetto alla loro superficie. Nella legge è poi data facoltà ai Comuni di indire un referendum consultivo sui progetti, se lo strumento è previsto negli Statuti.
«È una legge ideologica e verrà impugnata a livello costituzionale perché discriminatoria. Non riconosce infatti il diritto di esercitare la propria fede e punta a colpire essenzialmente la cultura islamica», dice il consigliere regionale del Partito Democratico, Luca Gaffuri.
«Si tratta di disposizioni che ci aspettavamo venissero determinate e studiate a Roma – ribatte il sottosegretario Alessandro Fermi, coordinatore provinciale di Forza Italia – ma visto che nessuno si è mosso lo abbiamo fatto prima noi a livello regionale. Si vogliono soltanto fissare regole chiare. Si tratta, naturalmente, anche di un segnale politico e della volontà di far intervenire anche la cittadinanza per dare una valutazione».
«Credo che, in assoluto, sia una buona legge – dice invece Francesco Dotti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia – Soprattutto in momenti come quelli attuali in cui la sicurezza è a rischio».
«La Lombardia, con questa nuova legge, darà regole uniformi per concedere autorizzazioni a nuovi luoghi di culto. Vale per tutte le confessioni religiose. Inoltre, i Comuni devono approvare in 18 mesi un piano e avranno facoltà di indire un referendum consultivo», aggiunge Daniela Maroni, consigliere regionale comasca eletta nella lista “Maroni presidente”.
Di recente, com’è noto, la Lega Nord di Cantù si è vista bocciare un quesito referendario sulla realizzazione di una moschea in città.
Su questa vicenda si concentra la prossima puntata di Nessun Dorma, il talk show di Espansione Tv in onda domani sera dalle 21 alle 23 negli studi dell’emittente lariana, in via Sant’Abbondio 4.
Come sempre, i telespettatori potranno intervenire in studio e assistere alla trasmissione dal vivo. Prenotazioni al numero telefonico 031.33.00.61, dalle 10 alle 14.

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1 Commento

  • Beppe Livio , 5 Febbraio 2015 @ 23:54

    La libertà religiosa è uno dei diritti inalienabili dell’uomo e come tale viene richiamata in tutte le leggi costituzionali dell’occidente. E non può essere messa in discussione da norme amministrative e neppure da fantomatici referendum. E questo è anche la posizione della Chiesa italiana. La vicenda della legge regionale è solo espressione della miseria di certa politica lombarda. E’ solo il partito della paura che pensa di guadagnare voti giocando sull’insicurezza,

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