Lo scrittore Raul Montanari

Lo scrittore Raul Montanari

Nell’ultimo romanzo di Raul Montanari, La vita finora (Baldini+Castoldi), c’è il bullismo giovanile, argomento che, sull’onda mediatica di tanti avvenimenti di cronaca recente, fa molta presa. Sarebbe però un’ingenuità fermarsi a una lettura che tiene conto solo di questo, pur preoccupante, fenomeno sociale.

Montanari, con la solita straordinaria abilità stilistica, tesse una trama ampia e profonda che fa presa nel passato di individui molto diversi per età, esperienze, mali inferti e subiti. Non solo adolescenti, dunque, ma anche adulti (almeno anagraficamente), accomunati da un’ondata carsica di risentimento, odio e paura. Il protagonista del romanzo (che Montanari presenterà martedì 15 maggio alle 18 alla libreria Ubik di Como) è Marco Laurenti, professore di media inferiore con un passato carico di sofferenze: un padre padrone, una madre anaffettiva e, come unica àncora di salvezza, una sorella che vive negli Stati Uniti. Laurenti accetta un incarico come professore di italiano in un paesino sperduto dentro una valle chiusa a cento chilometri da Milano. Non si ritiene un buon insegnante ma prova a fare del suo meglio con una classe di terza media composta da anime ingenue e cinici pluriripetenti, tutti sottomessi a un “capo”, Rudi Nestani.

Rudolf, Rudi, ha un padre che coltiva nostalgie naziste e una madre “anestetizzata”. Forte di una lucida e spietata intelligenza, Rudi manipola i compagni, plagia due ragazzine fino a farne schiave sessuali. Bullizza e usa i social per esercitare un controllo freddo e disumano. Il maggiore Novak, un vecchio ex criminale di guerra vicino di casa di Laurenti, a confronto con Rudi pare solo un retaggio del passato. L’unico sprazzo di umanità è dato dal giovane parroco, don Carlo.
Montanari disseziona un gruppo composito di personaggi mettendone in evidenza fragilità e cinismo, ignoranza e falsa innocenza. Senza sconti né redenzioni.

K.T.C.

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