L’Italia senza leader nell’analisi di Luciano Fontana

Luciano Fontana
Luciano Fontana

Luciano Fontana, dal 2015  direttore del “Corriere della Sera”, il 6 giugno presenterà a Como la sua analisi sul declino della politica italiana, il volume Un paese senza leader, edito da Longanesi. Sarà prima  ospite, alle 18, del premio letterario “Città di Como”, alla quinta edizione, nello spazio incontri della libreria Ubik di piazza San Fedele 32, dove converserà con Francesco Cevasco del “Corriere” e il presidente del premio Giorgio Albonico. Poi in serata sarà ospite del Lions Club nella Sala Bianca del Teatro Sociale di Como.

Il libro è una mappa fondamentale  per orientarsi nella politica malata dell’Italia d’oggi, dopo un  quarto di secolo di Seconda Repubblica. Un periodo che  ha abituati a «giravolte impensabili», giunto con l’ultima crisi  a un passo dal burrone. Fontana illustra con precisione e con chiarezza  da quali presupposti nasce il neonato governo gialloverde e le prospettive che ha di fronte il Paese.  E non fa sconti a nessuno nello svelare vizi, virtù e retroscena  del quadro politico nei suoi vari schieramenti e nodi.

Come icasticamente racconta la vignetta di Giannelli in copertina, ci sono proprio tutti, protagonisti e comprimari: l’ascesa e la caduta dell’ex boy scout Matteo Renzi, la conseguente crisi di identità del Pd e la lunga marcia verso il potere dei Grillini con il loro «partito non partito» e le contraddizioni della democrazia diretta e digitale, ma anche la tenacia di Silvio Berlusconi funambolicamente capace di rimanere in piedi sulla scena. Non manca un ricordo di Gianfranco Miglio, politologo comasco, nel capitolo dedicato alla storia del Carroccio bossiano, come «l’ideologo che si incarica di dare una veste culturale all’avanzata leghista».

Il tutto nel quadro di un sistema elettorale ingolfato, gravato da «un male oscuro che ha prodotto governi instabili, consumato leader veri o presunti, diffuso nel mondo l’immagine di un’Italia inaffidabile, capace solo di accumulare debito, moltiplicare gli impedimenti burocratici, tassare ch produce e lavora».

«L’esperienza ci insegna – dice Fontana – che siamo spesso bravi nell’affrontare le emergenze ma ci mancano il passo quotidiano e la progettazione di medio e lungo termine. Leader che ci dicano la verità, non presentino libri dei sogni (con la fiera delle tasse e delle leggi da abolire), ci indichino poche cose realizzabili e come attuarle».  Parole che oltre che realistiche suonano profetiche.

L.M.

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