Il carcere del Bassone

I candidati indicati al dirigente della Motorizzazione dalle autoscuole coinvolte facevano solo finta di compilare la scheda dell’esame per ottenere l’abilitazione per il trasporto di merci pericolose. In realtà, a inserire le risposte corrette nelle caselle lasciate in bianco pensava il funzionario arrestato ieri da polizia e guardia di finanza. I test falsificati, secondo l’accusa sono 78. Il dirigente in questione, Antonio Pisoni, 60enne varesino, da ieri rinchiuso al Bassone, deve rispondere di corruzione e falso, oltre che di associazione a delinquere.

Con lui sono stati portati in carcere altri sei dei venti indagati coinvolti nell’inchiesta: Roberta Bernasconi, 52 anni, residente a Uggiate Trevano, dell’autoscuola Catelli; Nicolò Catelli, della omonima agenzia, 27enne residente a Olgiate; Alessandro Rinaldo Conti 39enne varesino, socio e amministratore dell’autoscuola Luigi; Ivan Privitera, 42enne varesino collaboratore della stessa agenzia; Sergio Soldati, 48 anni di Como, dipendente della Parmalat responsabile impiegato nel deposito di Segrate, nel Milanese e infine Andrea Carboni, 33enne residente a Dongo, amministratore dell’autoscuola Albini.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, tutti, a vario titolo hanno permesso agli autotrasportatori di ottenere i certificati fasulli falsando i registri dei corsi e gli attestati delle presenze alle lezioni obbligatorie. Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Como, cinque hanno invece ottenuto gli arresti domiciliari: Andrea Catelli, 31enne residente a Uggiate Trevano, della omonima autoscuola; Marika De Angeli, 44 anni, varesina, dipendente dell’agenzia Luigi; Luigi Conti, 73 anni, varesino, procuratore speciale della stessa autoscuola; Luigi Frontini, 73 anni residente a Carbonate e a sua volta procuratore della medesima autoscuola e infine Moreno Carboni, 57enne di Dongo, gestore dell’autoscuola Albini.

Tutti gli arrestati sono in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nelle prossime ore saranno interrogati per la convalida e potranno fornire la loro versione dei fatti.

 

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