Madonna sul set, l’emozione di una comasca

Stava girando un videoclip
Nel 1986 l’incontro con la cantante sulla Quinta Avenue di New York
New York, 1986. Sulla Quinta Avenue, incrocio con la 33ª strada, un capannello di gente si accalca intorno a una bionda platino che si guarda intorno con l’aria un po’ smarrita. Un set per il suo video musicale con tanto di auto “taroccata” e comparse in perfetti anni Ottanta style sono lì accanto. La star in questione è Louise Veronica Ciccone e la sua carriera, partita proprio dalla Grande Mela, è appena cominciata. Ha da poco inciso “Who’s That Girl” dopo “Like a Virgin” che l’ha lanciata nell’olimpo del pop. Ha scelto uno scomodo nome d’arte, Madonna, che però le porterà un’immensa fortuna. A immortalarla in quest’immagine così genuina è la comasca Ileana Gelidi che proprio lì, nella Quinta, dove incappa nella cantante, trascorre un mese all’anno, incantata dall’atmosfera della Grande Mela di quei dorati anni Ottanta, quando la metropoli era il centro del mondo.
Ileana Gelidi ha appena compiuto 80 anni (ma non li dimostra affatto) e a Como è stata un’istituzione del mondo del restauro e dell’antiquariato, professioni che ha ereditato dal padre originario dell’Appennino ligure e poi trasferitosi a Como, città che non ha più lasciato. Ripercorriamo con lei i ricordi di una vita.
«A New York abitavo in un appartamento vicino a quello della famiglia Farkas – racconta Ileana – Lì conobbi Giorgio Farkas, un artista e intellettuale di spessore che amava coltivare orchidee e la sorella, Alessandra Farkas, quando si stava affacciando alla professione giornalistica (ora è una delle inviate di punta del “Corriere della Sera”, ndr) una ragazza simpatica, brillante e sicura di sé». Ma Alessandra Farkas non è l’unico personaggio che Ileana ha incrociato: una delle amiche più care con cui ha condiviso i soggiorni newyorkesi è stata Yuki Maraini, scomparsa nel 1995, sorella della scrittrice Dacia e figlia di Fosco Maraini, noto orientalista e scrittore.
«Ho un bellissimo ricordo di Yuki – ricorda ancora Ileana – era una bravissima cantautrice. A New York teneva corsi di musicoterapia. Mi fece conoscere personaggi della musica, dello spettacolo.
«Ho ancora davanti agli occhi le atmosfere della Little Italy – continua – le botteghe, gli emigranti con i loro tradizionalismi che sopravvivevano anche a New York. Mi viene ancora da sorridere al ricordo di una serata tra amici, quando mi si avvicinò un calabrese e con fare circospetto mi chiese dove erano i miei genitori. Si stupiva che una giovane donna viaggiasse da sola. Ed erano gli anni ’80!. Conservo nella memoria un ricevimento in cui venne accolta con calore Emma Bonino che all’Onu si era guadagnata la stima di tutti».
Tornando sulle sponde del Lario, nel ripercorrere gli anni comaschi di Ileana Gelidi si tocca il vivido ricordo dei razionalisti. Nella piccola galleria d’arte che Ileana aveva in via Borgovico transitavano le opere di Galli e Radice. Un assemblaggio originale visto che nella sua bottega troneggiava l’alto antiquariato del Sei-Settecento lombardo. Ride di gusto Ileana al ricordo dei milanesi in automobile che, colpiti dai pezzi esposti, frenavano davanti alla vetrina provocando spesso tamponamenti. Quando il testimone è passato al figlio, Giovanni Padovese, artista e restauratore molto apprezzato e alla figlia Antonella, ritrattista e scultrice, Ileana non è stata a guardare. Sempre attiva per l’Autunno Musicale partecipa ancora oggi con passione alla vita culturale della città. A guardarla bene negli occhi si vede ancora la luce e l’entusiasmo di quella donna che, trent’anni fa, viveva il fervido clima culturale di New York.

Nella foto:
La bionda Louise Veronica Ciccone immortalata da Ileana Gelidi nel 1986

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