«Fare gli amministratori significa agire con responsabilità, confrontarsi con le politiche concrete». Bruno Magatti è stato assessore ai Servizi sociali di Como nei cinque anni di governo del centrosinistra. Adesso è tornato nuovamente sui banchi dell’opposizione, dai quali osserva e giudica il lavoro del nuovo esecutivo targato centrodestra.
All’inizio della settimana, il vicesindaco leghista Alessandra Locatelli, intervistata da Etv, aveva commentato in modo critico un bando per il finanziamento di progetti e strutture che favorissero il sostegno ai migranti più giovani, ovvero a quei minori che, compiendo 18 anni, non avrebbero più il diritto all’assistenza.
Locatelli ha detto di aver «ereditato» il bando e di non aver potuto fare nulla per bloccarlo, pur avendone tutte le intenzioni. Blocco che invece attuerà sicuramente in futuro, quando questo genere di iniziative, almeno a Como, non saranno più ripetute né finanziate.
«Il bando è del primo agosto – dice ora Magatti – l’assessore Locatelli può benissimo decidere di non proseguire nel lavoro che noi abbiamo impostato e portato avanti. La scelta è politica, figlia di un indirizzo ben preciso».
In sostanza, anche se non lo fa in maniera diretta, Magatti sfida l’esponente leghista a fare un passo indietro rispetto al passato. «Dica a tutti perché giudica sbagliata la nostra scelta e si comporti di conseguenza – afferma l’ex assessore della giunta Lucini – Su questo tema dei minori non accompagnati la città ha impostato un percorso che negli anni è cresciuto e si è rafforzato. Se qualcuno, ora, vuole smontare tutto può evidentemente farlo. Ma deve avere il coraggio di dare motivazioni coerenti che non richiamino soltanto battaglie ideologiche».
L’affondo di Magatti è ovviamente politico. Una sfida, come detto, al centrodestra e alla Lega che ha sempre cavalcato – senza mai peraltro nascondersi – la questione migranti con l’obiettivo di aumentare i propri consensi. «Fare gli amministratori significa restare dentro strumenti di programmazione di lungo periodo – dice ancora l’ex assessore – Dal 2014 abbiamo adottato politiche e scelte educative precise con l’obiettivo di non abbandonare a sé stessi i minori che, al momento di compiere 18 anni, dovessero completare percorsi formativi già avviati. Abbiamo responsabilità di accoglienza che vanno prese molto sul serio».
Di qui la sfida alla Lega e a tutta la maggioranza di centrodestra. «La giunta decida, se vuole, di togliere fondi alle comunità educative che sono presidio di prevenzione e di inclusione sul territorio. Se vuole può farlo. Lo spieghi a tutti i cittadini e se ne assuma la responsabilità. Io continuo a pensare che queste comunità vadano invece rafforzate – incalza Magatti – anche perché aiutano e sostengono pure molti ragazzi italiani in difficoltà. Il bando, per chi non lo sapesse, finanzia attività molto qualificate, strutture che fanno formazione, luoghi in cui lavorano specialisti, giovani laureati in Scienze dell’educazione o in Mediazione culturale. Strutture, lo ripeto, che garantiscono forme di prevenzione fondamentali».
Un’ultima frecciata polemica Magatti la riserva sul metodo scelto dal neo-assessore ai Servizi sociali. «Personalmente, non ho mai esibito il mio operato di responsabile di un settore così delicato perché credo che un lavoro serio si vede nei fatti e non negli annunci. Purtroppo constato che su questo sono stati fatti molti passi indietro. E non mi riferisco soltanto alla questione migranti. Si può dire lo stesso del problema rifiuti, per il quale si sprecano dichiarazioni e avvisi sulla volontà di cambiare tutto mentre sarebbe forse più opportuno e serio valutare prima i dati reali».
Da. C.

Aiuto ai migranti, il bando che non ti aspetti