Per ora non è stato ancora presentato in Comune a Cucciago il progetto definitivo del nuovo palazzetto dello sport di Cantù. Le conferma arriva dal primo cittadino Claudio Meroni, che comunque sottolinea: «Molti passi sono stati fatti, il bicchiere è da considerare mezzo pieno».
Certo è che il passaggio – era stato detto in una conferenza stampa nello scorso mese di maggio – sarebbe dovuto avvenire prima.
Di fatto Red October Italia, la società che deve occuparsi dell’ampliamento della struttura, per ora non ha ancora consegnato in Comune il piano definitivo.
Quando accadrà, da qual momento ci vorranno 4-5 mesi di passaggi burocratici per poi giungere all’approvazione da parte del consiglio comunale. Il primo sarà la convocazione della Conferenza dei servizi.
Sempre a maggio era stato detto che l’intenzione era di iniziare i lavori per la fine di questo 2017, al massimo all’inizio del 2018, con conclusione prevista al massimo all’inizio del 2019.
Ma, ponendo l’ipotesi della consegna di un progetto definitivo in novembre (sempre che non ci siano ulteriori ritardi) e aggiungendo i 4-5 mesi di analisi, per bene che vada l’inizio dell’opera scalerebbe alla prossima primavera.
Con un anno di lavori, vorrebbe dire che per rivedere la Pallacanestro Cantù a Cucciago, bisognerà attendere la stagione 2019-2020. E questo, con una proiezione ottimistica rispetto al fatto che Red October Italia presenti al più presto la documentazione. Altrimenti, se si attenderà ancora, se ne riparlerà per il 2020. La squadra, per ora, rimane esiliata per le gare interne a Desio.
Per avere chiarimenti su questi aspetti ieri non è stato possibile raggiungere Andrea Mauri, che per conto della famiglia Gerasimenko ha finora seguito ogni questione riguardante il palazzetto.
L’idea, come è noto, è quella di creare una struttura polifunzionale, aperta sette giorni su sette, che possa ospitare non solo partite di basket, ma anche eventi e concerti.
«Per quanto mi risulta – spiega il sindaco – molti passi in avanti sono stati fatti. Le questioni su parcheggi, viabilità e impatto della struttura sono state studiate. C’è stato un problema con il Coni: noi avevamo chiesto di abbassare l’altezza e ciò ha comportato una nuova sistemazione degli spalti che non è stata approvata. Una questione che è stata risolta. La capienza è scesa attorno ai 5.350».
Con la dirigenza l’ultimo contatto è stato in agosto. «Mi era stato detto che mancava una analisi con Questura e Prefettura rispetto ai flussi di pubblico e possibili criticità legate agli spostamenti e al controllo dei tifosi avversari. Ma per ora non sono in grado di dire se e come ci sia stato questo confronto».
Quindi, per ora, tra un passaggio e l’altro, manca ancora la consegna del progetto e il conseguente lavoro di analisi dalla durata di 4-5 mesi. Gli oneri di urbanizzazione potrebbero ammontare a oltre un milione di euro, cifra che andrà pagata contestualmente al rilascio della concessione edilizia.
E intanto il vecchio Pianella rimane dove è: molti tifosi si erano detti disponibili ad acquistare dei pezzi, come ricordo di una struttura che per decenni è stata un simbolo delle vicende della Pallacanestro Cantù. Idea che era piaciuta sia a Mauri, sia al presidente Irina Gerasimenko. Purtroppo gli unici che sono intervenuti, al posto dei tifosi, sono stati i vandali, che nello scorso mese di agosto sono entrati nel palazzetto, devastando la struttura e alcuni trofei vinti dal club brianzolo.
Massimo Moscardi