Il ricordo del parlamentare a 25 anni dalla scomparsa

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà in provincia di Como il prossimo 11 dicembre. La più alta carica dello Stato farà tappa a Brenna per ricordare, a 25 anni esatti dalla scomparsa, il caro amico e collega parlamentare Francesco Casati. A confermarlo è il sindaco del paese, Paolo Vismara.
«C’era un forte legame tra loro, abbiamo spedito l’invito a fine settembre e in breve tempo, 15-20 giorni, è arrivata la risposta» spiega il primo cittadino alle prese in questi giorni con la macchina organizzativa e il servizio di sicurezza necessari in occasioni di questo tipo.
Oggi è previsto un nuovo incontro in Prefettura per definire gli ultimi dettagli.
Francesco Casati, parlamentare della Democrazia Cristiana per quattro legislature, era nato a Brenna il 7 maggio del 1939, dove ha vissuto fino al prematuro decesso, l’11 dicembre 1992, e dove risiede ancora la vedova e uno dei suoi tre figli.
«Tra gli amici di Casati – ricorda il sindaco – ci sono stati due Presidenti della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro e Sergio Mattarella. Scalfaro era già capo dello Stato quando Casati morì, ma non rinunciò a presenziare ai funerali». Per la seconda volta quindi Brenna si appresta ad accogliere un Presidente.
Il programma – non ancora del tutto definitivo – prevede l’arrivo di Mattarella alle 17 nella palestra comunale dove è stato organizzato un convegno aperto al pubblico al quale parteciperanno le autorità del territorio e il governatore lombardo, Roberto Maroni. Il presidente sarà accolto dai bambini della scuola primaria intitolata proprio a Casati che canteranno l’inno nazionale. La partenza da Brenna è prevista intorno alle 18.
Saranno sicuramente presenti la famiglia e alcuni cari amici che sono cresciuti con Casati, come il fisico Giulio Casati, l’ex presidente camerale e degli Artigiani comaschi, Marco Citterio, l’ex sindaco Graziano Ballabio, ma anche altri ex esponenti della Dc, come il senatore Gilberto Bonalumi.
«Per capire chi fosse Casati si deve tornare alla nostra Brenna degli anni Cinquanta – ricorda Graziano Ballabio, per quasi trent’anni sindaco del paese – In paese arrivò un giovane prete da Inveruno, don Antonio Macchi a fare da coadiutore, organizzò l’oratorio feriale e convinse tre ragazzini a riprendere gli studi. I tre erano Giulio Casati, Francesco Casati, omonimi pur non parenti, e Marco Citterio. Io avevo dieci anni in meno e Francesco Casati divenne il mio maestro».
Ballabio ricorda benissimo tutta la carriera dell’onorevole, prima delegato provinciale del movimento giovanile Dc, giovanissimo assessore e parlamentare, fino alla nomina ricevuta dal suo ex collega in Parlamento, Oscar Luigi Scalfaro, poco prima della morte.
«Aveva tanti amici – dice ancora Ballabio – dai fratelli Mattarella a Martinazzoli. Mi insegnò l’impegno e la determinazione per il bene del Paese. E sapevo di avere sempre lui al mio fianco».
Marco Citterio, con la voce rotta dalla commozione, rivela alcuni aneddoti della vita di Casati che sembrano usciti da un libro. Citterio e i due Casati nel 1956 avevano iniziato assieme la carriera. «Non avevamo finito le medie, eravamo già in bottega, Francesco come intagliatore e io come ebanista. Don Macchi ci spronò a studiare.
Ci alzavamo alle 4 del mattino a fare i compiti, poi andavamo a messa alle 6, quindi in bottega fino alle 16.30, poi la bicicletta per arrivare al filobus per il Pascoli, a Como. Don Macchi ci aveva presentato al professor Sosio. Stavamo a scuola fino alle 21.30, poi ancora corriera e bici fino a Brenna. Francesco era maggiore un anno di me, ma a entrambi mancava la terza media. Gli esami si facevano a Milano».
Francesco farà poi il Liceo, Citterio Ragioneria e Giulio Casati la Magistri. Si ritroveranno a Milano all’Università, Marco e Francesco in Cattolica e Giulio alla Statale. Nel 1964 tutti e tre saranno assessori a Brenna per la Dc. «Un mese fa sono stato alla Madonna del Bosco, a Imbersago – ricorda Citterio – l’ultima volta ci eravamo andati insieme, io e Francesco, sessant’anni fa, a piedi, sono più di sessanta chilometri. Aveva fatto un voto. Se lo avessero promosso dalla terza media sarebbe andato a piedi al Santuario e io lo avevo accompagnato».
Un’altra volta andarono insieme a Milano con la Lambretta di don Macchi «guidava lui, perché io ero più spericolato – ricorda Citterio – andammo proprio a leggere i risultati degli esami».
In politica, Francesco Casati crebbe tra l’Azione Cattolica e il gruppo giovanile della Dc, di Piersanti Mattarella. Di Scalfaro fu compagno di banco in Parlamento, mentre con Sergio Mattarella collaborò a lungo, quando l’attuale presidente era Ministro dell’Istruzione e Casati a capo della Commissione Scuola alla Camera.
Nel 1992 era stato nominato commissario della Dc a Milano. «La sera prima del malore fatale – ricorda Marco Citterio – fece una riunione a Unioncamere con i rettori universitari. Era sempre sereno e tranquillo, ma sapeva mettere in riga tutti. Tornato a casa non si sentì bene e venne portato all’ospedale, dove avvenne il decesso improvviso», ricorda l’amico di una vita.
Paolo Annoni
Michela Vitale