I miasmi provenienti da Comodepur mobilitano i residenti
Città, Cronaca

I miasmi provenienti da Comodepur mobilitano i residenti

Una veduta dell'interno di Comodepur Una veduta dell’interno di Comodepur

«Abbiamo fatto giganteschi passi indietro. Quel poco che in passato era stato ideato per limitare i miasmi, è andato perduto. La situazione attuale è critica». A parlare è Gianluca Roncoroni, presidente del comitato Puzzadepur che annuncia l’intenzione di battersi, come in passato, per far tornare alta l’attenzione sulle condizioni di vita di chi abita in zona. «A breve il comitato si riunirà per valutare eventuali azioni – spiega il presidente – Siamo veramente tornati indietro di parecchi anni. Chiediamo ovviamente che ci si impegni per contrastare i miasmi, che venga effettuato un monitoraggio costante degli odori e che ci informino sull’andamento della situazione». Gli odori insopportabili che ormai da giorni attanagliano la zona che si estende intorno all’impianto di depurazione di viale Innocenzo, sono infatti ritornati prepotentemente a farsi sentire, rendendo difficile la convivenza con l’impianto.
«I problemi sono sempre i soliti – aggiunge Roncoroni – e onestamente non si sono mai risolti. Capita che ci siano dei periodi più fortunati in cui, per congiunzioni favorevoli, si sentono meno gli odori, o paiono quasi assenti. E poi invece, come capitato adesso, la situazione peggiora improvvisamente».
«Quello che ci dispiace di più è vedere l’atteggiamento di apparente e totale immobilismo di chi dovrebbe occuparsi della questione. In passato si era cercato di fare qualcosa e qualche piccolo risultato lo avevamo raggiunto».  In effetti negli anni scorsi si era riusciti, ad esempio, a fare in modo che «nei periodi dell’anno più caldi i liquami venissero prelevati la mattina presto, in modo che gli inevitabili miasmi fossero di minor fastidio. Ma ormai non è più così. Spiegarono che sarebbe servito un particolare permesso. E poi soprattutto c’era un maggior spirito partecipativo. Venivamo informati spesso sull’andamento della situazione, non come oggi dove regna il silenzio. Chiediamo che si faccia qualcosa al più presto», conclude Roncoroni.

12 febbraio 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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