Migranti, candidati divisi sulla gestione. Si discute del lavoro svolto dal Comune
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Migranti, candidati divisi sulla gestione. Si discute del lavoro svolto dal Comune

Emergenza profughi, tendopoli e giardini della stazione San Giovanni invasi dai migranti. Un trittico che l’estate scorsa ha caratterizzato la città e che potrebbe ripresentarsi tra alcuni mesi. L’allarme è stato rilanciato dal direttore della Caritas diocesana e i candidati sindaco, alle urne il prossimo 11 giugno, si potrebbero dunque subito ritrovare a dover gestire la situazione. Come pensano di agire? In linea generale ci si divide tra chi sostiene che in passato si è lavorato bene, ed esistono dunque delle basi valide su cui continuare a impegnarsi, e chi invece afferma che si è perso solo del tempo ed è necessario ripartire da zero.

«Ritengo che quest’anno non si ripeterà la situazione del passato – dice Bruno Magatti, oggi assessore ai Servizi sociali e candidato sindaco della lista “Civitas” – Intanto perchè sono state create forti relazioni istituzionali con Prefettura e Questura. Si è poi lavorato bene con le realtà dell’associazionismo. Ovvio che in futuro Como non potrà essere lasciata sola. Ma si deve sfruttare il lavoro fatto e chi arriverà a Palazzo Cernezzi non dovrà pensare a distruggere tutto ma dovrà servirsi di quanto costruito. Così farò io se toccherà a me. Inoltre si dovrà procedere nella ricerca, su tutto il territorio provinciale, di luoghi di accoglienza. Como da sola non può sopportare tutto il peso».

Di parere opposto il candidato indipendente Alessandro Rapinese. «Como non sarà più la città di Mario Lucini, dove tutti sono i benvenuti e tutti possono fare ciò che gradiscono – interviene Rapinese – Con me nessuno dormirà una notte in stazione. Contrariamente ad altre persone che ci speculano, io non ci voglio guadagnare. Purtroppo c’è chi auspica l’arrivo dei migranti perchè li vede come fonte di guadagno. Chi avrà i requisiti per richiedere asilo o assistenza potrà rimanere altrimenti verrà subito segnalato agli organi competenti».

Idee chiare per il candidato di centrosinistra Maurizio Traglio. «Il sindaco dovrà innanzitutto essere responsabile di come si comportano i migranti nella comunità. Personalmente ritengo che dovranno tutti essere informati dei loro diritti ma anche dei loro doveri nella convivenza con i cittadini. Per evitare episodi indecorosi e di vera inciviltà. Necessario inoltre, considerando il lavoro già svolto in Comune, costruire una rete ancor più efficace tra organi istituzionali e mondo dell’associazionismo, puntando innanzitutto a una migliore distribuzione sul territorio dei migranti. Inoltre il mio impegno sarà anche rivolto alla creazione di alcuni percorsi per i migranti che vorranno collaborare affinchè possano svolgere dei lavori utili per la comunità. Interventi che verranno certificati in una lettera, in un documento che varrà come una specie di lettera di credenziali», chiude Traglio.

Sul fronte opposto, cambia il ragionamento da parte di Mario Landriscina, candidato del centrodestra. «La città ha già pagato un tributo fin troppo alto per l’emergenza profughi. Bisognerà, in futuro, coinvolgere altre realtà territoriali per l’ospitalità – spiega Landriscina – Fondamentale inoltre tracciare una linea secca per quanto riguarda l’impe – gno del Comune, che non può indebitarsi. Anche perchè ci sono i poveri e i senzatetto e non solo i migranti da tutelare. Dobbiamo inoltre rafforzare i rapporti con le istituzioni, con il governo e con le associazioni. Massimo impegno anche perchè l’obiettivo è evitare il deficit pubblico».

La riflessione si amplia con Celeste Grossi, candidata della lista “Prossima Como”. «Como dovrà diventare veramente una città di frontiera e non accorgersene solo in emergenza. Necessario per il futuro individuare innanzitutto anche posti nuovi dove accogliere i profughi come, a mio avviso, la caserma De Cristoforis, che è quasi vuota e sarebbe pronta rapidamente. Poi andrebbero presi contatti seri con le autorità elvetiche per creare un corridoio umanitario sul nostro e il loro territorio. Infine andrà costituito un tavolo con tutti i soggetti interessati», spiega Celeste Grossi.

Infine interviene il Movimento 5 Stelle. «Il problema c’è e innanzitutto bisogna capire che non è un tema comasco ma europeo. In Comune se ne sono lavati le mani, affidandosi alla Prefettura e alle istituzioni. Il sindaco si è defilato ma non sarà così in futuro. Il Comune dovrà essere la vera regia – spiega il candidato del M5S Fabio Aleotti – Coinvolgendo tutte le associazioni. E infine ogni nuovo arrivato dovrà avere i requisiti per essere accolto».

24 Apr 2017

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