Sono targate Como le palme della discordia che in questi giorni fanno discutere i milanesi. Trapiantate da Carugo in piazza del Duomo, le piante – una quarantina – costituiscono le essenze più appariscenti della piccola foresta esotica sbocciata nel cuore della metropoli meneghina. Si tratta di un allestimento temporaneo – anche se l’orizzonte è abbastanza lungo, tre anni – sponsorizzato da Starbucks, la nota catena di caffetteria di Seattle che in piazza Cordusio, nel 2018, aprirà il suo primo spazio in Italia.

Le palme, Chamaerops excelsa il loro nome scientifico, e gli altri fiori che porteranno un’atmosfera esotica a due passi dal Duomo arrivano da un’azienda di Carugo, la Nespoli Vivai, che ha sede in via dei Vivai, dove dispone di oltre 120mila metri quadrati di terreno per la coltivazione di piante, arbusti e fiori. Le polemiche sui filari di palme comparsi in piazza del Duomo – in arrivo anche i banani, ma non saranno di provenienza lariana – non sorprendono il titolare del vivaio di Carugo, che si sta occupando anche dell’allestimento delle aiuole progettate dall’architetto milanese Marco Bay.

«Mi aspettavo che l’iniziativa avrebbe fatto discutere – afferma Luca Nespoli – Quando, a settembre, l’architetto Bay ha avuto questa idea e me ne ha parlato, abbiamo immaginato che  un simile progetto non sarebbe passato inosservato. È un progetto shock, una sfida. Il nostro compito però è quello di realizzare a regola d’arte il progetto concepito da Marco Bay. Dopo di che, ovviamente, ogni opinione è lecita».

Nespoli non entra dunque nel merito della polemica, che a Milano, ma non solo, vede contrapposti due fronti: chi ritiene priva di senso la presenza di palme e banani davanti al Duomo e chi invece la vede come una provocazione in grado di suscitare curiosità e interesse. «La Chamaerops excelsa è la classica palma del Lago di Como – si limita a dire Nespoli – Sono piante presenti da parecchi anni in riva al Lario, abbelliscono i giardini di molte antiche ville comasche». L’imprenditore di Carugo vanta anni di collaborazione con il Comune di Milano. «Abbiamo iniziato oltre vent’anni fa con un intervento proprio in piazza del Duomo, quando sindaco era Marco Formentini – ricorda Nespoli – Da allora abbiamo vinto diversi bandi ed eseguito molti lavori, grazie anche a sponsor e architetti che ci chiamavano per realizzare aiuole, per esempio in piazza Tricolore, in piazza Diaz, davanti alla stazione Cadorna, in corso Vittorio Emanuele piuttosto che lungo alcuni tratti di piste ciclabili. Tre anni fa in piazza Duomo, in vista di Expo, abbiamo realizzato aiuole con spighe di grano, avena, segale e erbe officinali». Anche in quel caso le polemiche non mancarono, qualcuno disse che si tornava ai tempi del Duce, quando all’insegna dell’autarchia si coltivava il grano nelle piazze.