alt(ka.t.c.) Fino al 9 aprile il Broletto, in piazza Duomo a Como, ospita trenta pitture digitali su tela e una video-installazione di Milena Barberis. La ricerca della Barberis è cominciata negli anni ’70 con la pittura tradizionale (si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera e ha lavorato con Anne e Patrick Poirier alla Sommerakademie di Salisburgo) per poi evolversi in una continua sperimentazione che l’ha portata alla digital art, studiata presso la School of Visual Arts di New York.
«Uso la tecnica digitale in chiave pittorica – spiega l’artista – trasformo e manipolo la base fotografica con un procedimento

totalmente manuale. Utilizzo tutti gli strumenti del computer, pennelli, matite, colori, esattamente come quando, prima del 2000, dipingevo in modo tradizionale». Un lavoro di trasformazione dell’immagine pervasivo e totale (“Milena Barberis o l’ossessione del bello mutante” è, non a caso, il titolo della mostra) che si esplica, in particolare, sui volti femminili originando elaborazioni la cui epifania, se da un lato richiama suggestioni di perfezione armonica e bellezza rinascimentale, dall’altro comunica un raggelante senso di edulcorazione ed estraneità. Quasi che l’anima di quelle donne fosse stata risucchiata da un altrove che è ancora da cercare: «Racconto attraverso l’immagine femminile – spiega ancora Milena Barberis – situazioni, fatti, stati d’animo. Dipingo corpi e volti: questi cambiano continuamente subiscono trasformazioni fisiche».
Così ben sintetizza, infine, il curatore e critico Alberto Crespi: «L’icona, volto femminile, gode di una precarietà assoluta nella sua inesistenza fisica e proprio perciò richiama più energia, più amore da parte dell’artefice che al tempo stesso ne è assoluto padrone».
Orario: 16-19. Ingresso libero.

Nella foto:
Un’opera di Milena Barberis; l’artista, che vive e lavora a Milano, espone al Palazzo del Broletto di Como trenta pitture digitali e una video-installazione