C’erano tanti dei suoi ragazzi, ma anche il vescovo di Como, Oscar Cantoni e gli amici di una vita, ieri all’Arca per l’inaugurazione del monumento che ricorda il suo fondatore, don Aldo Fortunato, scomparso nella primavera dello scorso anno.
L’installazione, a forma di spirale, è stata posta all’ingresso delle comunità terapeutiche.
La figura di don Aldo è stata ricordata dal presidente della cooperativa Arca di Como, Giorgio Torres e dal consigliere Maurizio Galli, prima della benedizione del vescovo.
Il sacerdote, fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti, era scomparso nel maggio del 2016, aveva 87 anni.
Un monumento a forma di spirale, come la catena del Dna, perché rappresenti la vita «quella che si ritrova una volta entrati in comunità qui all’Arca» ha spiegato Maurizio Galli.
Alto più di tre metri, posato su un basamento di calcestruzzo e disegnato dall’architetto Mario Cappelletti, il monumento è stato realizzato proprio dai ragazzi di don Aldo. Rimarrà a ricordo del sacerdote, che ormai 35 anni fa costruì un’arca per salvare i tossicodipendenti, nell’area dell’ex Opp di Como.