Il fotografo comasco Michele "Micio" Piccardo

Il fotografo comasco Michele “Micio” Piccardo

Sabato 24 e domenica 25 febbraio nella sede dell’Associazione Cardina a Monte Olimpino, dalle 15 alle 19, viene proposta una esposizione fotografica in omaggio a Micio (Michele) Piccardo. È passato un anno da quando Micio ha avuto un incidente fatale nella sua casa vicino a Monteriggioni in Toscana.

Micio da giovane aveva iniziato a lavorare come fotografo imparando l’arte nello studio milanese di Aldo Ballo, un grande maestro per un apprendista, amico della famiglia Piccardo fin dai primi tempi della vita a Cardina.

E aveva continuato col suo “Studio Piccardo” negli anni della contemporanea attività cinematografica dello “Studio di Monte Olimpino”, che lo vedeva coinvolto come direttore della fotografia dei film che venivano realizzati in quel piccolo laboratorio, ma di grande rilievo culturale, espressione di menti creative come quelle di suo padre Marcello e di Bruno Munari («Michele intanto aveva impiantato uno studio da fotografo nel sottotetto praticabile e si allenava facendo fotografie di ricerca che ingrandiva e attaccava alle pareti» scrive Marcello Piccardo in “La collina del cinema”, Nodo Libri). È lo stesso laboratorio che vedrà allestita l’esposizione dei prossimi giorni.

Suo fratello Andrea, che ha curato l’organizzazione della mostra insieme a Federico Faverio della Associazione Cardina, si dice felice dell’opportunità di ritrovarsi in quei luoghi dove tutta la famiglia ha condiviso quegli anni formidabili. In mostra foto degli anni comaschi, molte di pubblicità realizzate per lo studio di comunicazione di Bill Arini e Gianni Musa e quelle più recenti degli ultimi anni nei quali, pensionato dalla sua attività di responsabile della produzione vitivinicola per aziende toscane, Micio aveva ripreso l’interesse e la passione fotografica, diventando anche “fotografo ufficiale” di Monteriggioni.

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