Prende sempre più corpo e consistenza il progetto di costruzione della grande multiutility del Nord pedemontano lombardo.
Acsm-Agam, Aspem, Lario Reti holding, Aevv e A2a, che lo scorso 1° aprile avevano firmato una lettera d’intenti e dato mandato a un advisor di studiare il possibile percorso di fusione, sono in dirittura di arrivo. In un comunicato ufficiale spiegano infatti che è stato «condiviso un documento tecnico in cui sono state delineate le possibili linee guida dell’operazione nonché le prime valutazioni».
Tradotto dal linguaggio formale destinato agli operatori di Borsa (A2a e Acsm-Agam sono infatti quotate), il messaggio è chiaro: la fusione si farà. E in tempi molto stretti.
Entro la fine dell’anno lo stesso advisor che si è occupato della prima parte del progetto proporrà una ipotesi di governance.
Le società multiutility delle province pedemontane (Varese, Lecco, Como, Monza e Sondrio) assieme ad A2a daranno vita a un piccolo “colosso” da mezzo milione di clienti.
A2a, che oggi possiede partecipazioni in tutte queste società, sarà l’azionista di riferimento con quasi il 40% del capitale sociale. La città di Como, che porta in dote la sua parte di Acsm-Agam, dovrebbe arrivare a possedere tra il 10 e il 12% del pacchetto azionario. Anche se non c’è tuttora nulla di sicuro, si può facilmente immaginare la scelta di far “ruotare” tra tutti i soci la presidenza e gli altri incarichi.
La multiutility del Nord Lombardia, una volta nata, potrebbe essere la quinta per importanza in Italia. E partecipare alle future gare per gas, acqua e altri servizi con concrete speranze di vincerle.
La parola finale sarà data ai consigli comunali delle città che oggi detengono i pacchetti azionari delle varie società chiamate a fondersi. Un passaggio non soltanto formale, durante il quale si svilupperà sicuramente un dibattito tra favorevoli e contrari.