Navigazione laghi, il deputato Alessio Butti (FdI) punta a ultimare la regionalizzazione del servizio
Cronaca

Navigazione laghi, il deputato Alessio Butti (FdI) punta a ultimare la regionalizzazione del servizio

Un battello della Navigazione
Un battello della Navigazione

I battelli, sul lago di Como, sono un’attrazione turistica ma svolgono anche un importante servizio di trasporto pubblico locale. Oggi vengono gestiti a livello ministeriale. L’obiettivo politico di Alessio Butti, deputato lariano di Fratelli d’Italia, è invece la regionalizzazione della Navigazione Laghi.
Se n’è parlato mercoledì sera, ad Argegno, nel corso di un incontro pubblico tra il deputato e gli amministratori del territorio. Il parlamentare comasco ha di recente depositato una proposta di legge per completare il processo di regionalizzazione del servizio pubblico di navigazione dei laghi Maggiore, Garda e di Como.
Un processo iniziato ma mai terminato, che ha determinato una situazione di stallo nella quale, spiega Butti, «il servizio di navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como continua ad essere svolto dall’apposita Gestione governativa, e si sono perduti gli stanziamenti di bilancio destinati a finanziare il piano di risanamento tecnico-economico predisposto in vista del trasferimento alle Regioni del servizio stesso». Il percorso di regionalizzazione «della navigazione lacuale – si legge nella premessa alla proposta di legge – favorendo una valorizzazione complessiva del territorio e avvicinando il luogo della risposta a quello del bisogno, costituirebbe un grosso vantaggio, inserendo la navigazione dei laghi all’interno di un più ampio disegno di valorizzazione turistica, ambientale, economica e trasportistica del territorio stesso». La gestione regionale, continua Butti, potrebbe anche irrobustire la situazione economica. «Oggi la navigazione, con percentuali molto simili nei tre bacini, produce ricavi per circa trenta milioni di euro e costi per circa sessanta milioni di euro. Attualmente – spiega il deputato di Fratelli d’Italia – lo Stato si assume ogni anno l’onere di trenta milioni di euro, indicati come contributi in conto esercizio. Senza quei contributi, il servizio di navigazione non reggerebbe. La percentuale dei ricavi rispetto ai costi può essere aumentata in modo significativo solo attraverso una gestione diversa, attraendo una domanda che oggi non è completamente valorizzata. Dalle stime realizzate, il coefficiente di esercizio, pari attualmente al 50 per cento, potrebbe salire addirittura al 100 per cento, con la possibilità quindi, di ripagare i costi di gestione».

13 giugno 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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