Nel contratto di governo sparisce la tassa di soggiorno. I sindaci dei comuni turistici: «Una scelta assurda»
Economia, Territorio, Turismo

Nel contratto di governo sparisce la tassa di soggiorno. I sindaci dei comuni turistici: «Una scelta assurda»

Due righe. Annegate nel testo a pagina 51. Due righe che hanno fatto sobbalzare sulla sedia molti sindaci. Soprattutto quelli dei comuni turistici. Due righe con cui Lega e Movimento 5 Stelle indicano, nel loro contratto di governo, una chiara inversione di rotta rispetto agli ultimi anni: «In considerazione del rifinanziamento delle risorse a favore degli enti locali prevediamo di abolire la tassa di soggiorno».

Per il territorio lariano l’ipotesi scompagina, e non poco, strategie e programmi. Con la tassa di soggiorno sono infatti finanziati progetti di ogni genere, ma anche pagati servizi altrimenti destinati a essere coperti con la fiscalità generale. Il vicesindaco di Bellagio, Luca Leoni, si dice «allibito» e parla di manovra «vergognosa» e di «motivazioni assurde. Da albergatore – spiega – sono consapevole della necessità di questa tassa di scopo. Noi a Bellagio incassiamo ogni anno 350mila euro con cui paghiamo l’arredo urbano, le manifestazioni e la promozione». Leoni insiste: «Non ho mai avuto un cliente che si lamentasse della tassa, che peraltro esiste in tutto il mondo. Davvero non c’è alcuna logica politica in tutto questo».

Anche il sindaco di Tremezzina, Mauro Guerra, usa l’aggettivo «assurda» per definire la proposta contenuta nel contratto di Lega e 5 Stelle. «Con la tassa di soggiorno i turisti contribuiscono a garantire servizi a loro destinati: dallo smaltimento dei rifiuti alla vigilanza, dai trasporti alla sanità. Senza la tassa, questi ricadrebbero sui cittadini». Guerra fa un esempio: «In Tremezzina, d’estate, con i fondi della tassa di soggiorno noi paghiamo la navetta Asf gratuita che fa il giro degli hotel dalle 6 a mezzanotte, con cadenza oraria». Il sindaco del comune centrolariano evidenzia poi un dato politico: «L’abolizione di questa tassa sarebbe un ulteriore passaggio in cui si toglie autonomia finanziaria agli enti locali. È strano che proprio la Lega voglia tornare allo statalismo, al riaccentramento della gestione delle risorse. Mi sembra totalmente contraddittorio rispetto alla loro battaglia federalista».

Preoccupazione è espressa pure da Sergio Erculiani, sindaco di Porlezza, il secondo comune lariano – dopo il capoluogo – per numero di presenze turistiche. «La tassa di soggiorno non ha mai creato alcun problema, i soldi raccolti sono tutti reinvestiti e servono a coprire i maggiori costi che derivano dall’aumento delle presenze. Sarebbe importante sapere in che modo si pensa di rifinanziare queste risorse. Una cosa è certa: l’elimina – zione della tassa limiterebbe molto le possibilità di manovra dei Comuni».

20 maggio 2018

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Redazione Corriere di Como

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2 COMMENTI SU QUESTO POST To “Nel contratto di governo sparisce la tassa di soggiorno. I sindaci dei comuni turistici: «Una scelta assurda»”

  1. Non sapevo dell abolizione di Questa tassa e mi sembra un assurdità anche perché mi chiedo chi dovrà coprire questo ammanco (credo che dovranno pagare I cittadini) é Il solito giochetto di far credere di eliminare una tassa per prenderci I soldi in un altro modo.Far finta di dare con una mano per poi prendere con l altra.

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