(p.an.) Il prossimo 14 marzo saranno 71 anni dal dramma dell’albergo Parco Monte San Primo, che per certi versi ricorda la strage dell’hotel Rigopiano.

Alle 4,30 del mattino si stacca dal Monte San Primo una valanga. La dépendance dell’albergo viene sventrata. Muoiono 11 persone. Si tratta del personale della struttura, alcuni di loro sono giovani polacchi. La macchina dei soccorsi parte subito e dopo 36 ore viene estratta una persona viva. Tra i primi soccorritori, come si legge sul sito valassina.com c’è anche il parroco di Civenna, don Pietro Caprotti, figura mitica per il Triangolo Lariano.

Prete, motociclista, accusato di predicare l’antifascismo. Scavò nella neve a mani nude, tagliandosi più volte le mani e colorando così la neve di rosso. Si racconta anche di un incredibile episodio avvenuto 16 giorni dopo la valanga. Durante alcuni scavi tra la stalla e la porcilaia si trovarono infatti due maiali, semisepolti, ma ancora vivi. Il corpo centrale dell’Albergo “Parco Monte San Primo” era stato inaugurato nel 1928, eretto proprio con il granito dei massi erratici della zona e non subì alcun danno.