«Non sono pagato per essere educato». È la risposta che un vigile di Como avrebbe dato a un automobilista che, multato per “sosta in area carico e scarico merci” in via Borsieri, si era lamentato della scarsa cortesia con cui l’agente aveva messo in dubbio la sua parola. Una risposta che l’automobilista, un docente universitario, ha preteso che venisse messa nero su bianco sul verbale. E così il vigile ha fatto, come si può leggere nella foto accanto.
L’episodio risale allo scorso ottobre. L’automobilista – questo il suo racconto – si ferma in via Borsieri, dove vede una donna che sta salendo in auto. Immaginando che si accinga a partire, si accoda occupando lo spazio destinato al carico e scarico delle merci.
Nel frattempo arriva un furgone, il cui conducente suona il clacson per reclamare quello spazio. L’automobilista scende per spiegare che è in attesa che la vettura di fronte a lui liberi il posto. Giunge anche una pattuglia della polizia locale. Un vigile contesta al docente di aver occupato lo spazio delimitato dalle strisce gialle e lo multa per divieto di sosta.
«Io non ero in divieto di sosta, mi ero semplicemente fermato perché non avevo abbandonato la mia auto – sottolinea il professore – L’ho fatto presente al vigile, il conducente del furgone ha confermato all’agente che ero appena sceso dall’auto ma il vigile mi ha detto che non era vero. Gli ho fatto notare che non poteva mettere in discussione la mia versione senza averne le prove e che era scortese a farlo. Mi ha risposto che non era pagato per essere educato, frase che ho voluto che mettesse a verbale».
L’automobilista si reca allora al comando della polizia locale, segnala l’accaduto e lascia una fotocopia della multa, chiedendo che fosse consegnata al comandante.
«Dopo qualche giorno – aggiunge – ho pagato la multa, chiedendone però l’annullamento. Sono tornato un paio di volte al comando senza ottenere nessuna spiegazione. Non sono d’accordo sulla contestazione: la mia non era una sosta ma una semplice fermata. Ma al di là di questo, trovo grave che un vigile sostenga di non essere tenuto a “essere educato”. E ancora più grave mi sembra il fatto che dal comando nessuno si sia fatto vivo per chiarire la questione. Mi stupisce il silenzio assoluto dei vertici».
«Non ho conoscenza diretta del fatto – afferma il comandante della polizia locale, Donatello Ghezzo – ma se effettivamente l’episodio è accaduto come descritto dall’automobilista, il comportamento dell’agente è da censurare. Non è certo questo il modo di porsi nei confronti del cittadino».