Le critiche di Alberto Siccardi: «Tante aziende se ne andranno»

Votata dai ticinesi lo scorso 25 settembre, l’iniziativa popolare “Prima i nostri” contro il lavoro frontaliero deve ora essere trasformata in legge. L’iter è ancora in fase di discussione in Canton Ticino. A infuocare il dibattito nelle ultime ore è stato uno dei suoi stessi promotori, l’imprenditore Alberto Siccardi. Valtellinese trapiantato in Svizzera, patròn della Medacta, importante azienda di alta tecnologia, Siccardi è da sempre vicino all’Udc, partito per il quale è stato anche candidato. Ora le sue critiche si levano verso lo stesso partito, che nel regolamento attuativo della legge propone il licenziamento ogni cinque anni (scadenza del permesso di lavoro) di tutti i frontalieri.
Le società dovrebbero verificare ogni lustro la presenza di eventuali disoccupati svizzeri, prima di assumere nuovamente frontalieri o stranieri.
«Si tratta di un articolo demenziale – attacca Siccardi – Se Prima i nostri sarà applicato alla lettera, molte aziende se ne andranno».
Ma lei è stato tra i sostenitori della legge.
«Certo – risponde – perché pensavo che servisse finalmente a riprogettare la formazione locale, nel breve periodo. Si deve fare crescere il livello di istruzione della forza lavoro ticinese, che oggi è penosa. Così ho sostenuto il progetto anche per le aziende locali».
«Qui da noi – prosegue – serve anche una politica più severa contro i professionisti della disoccupazione. Oggi un dipendente può dare le dimissioni da un giorno con l’altro e percepire il sussidio. Adesso io dovrei licenziare ogni cinque anni degli ottimi lavoratori, investire nella formazione di disoccupati solo perché residenti? Ma questo è demenziale. Io ho fior fiore di ingegneri nella mia ditta, che hanno famiglie e un mutuo da pagare. Non verrebbe più nessuno a lavorare da me con un profilo di alto livello. Negli anni Ottanta, prima dei bilaterali, se uno straniero veniva assunto, non si metteva in discussione il rinnovo del suo permesso. Diventava un patrimonio aziendale».
Quindi?
«Quindi sa cosa faccio? Affitto degli uffici a Como e man mano che mi obbligassero a non rinnovare il permesso ai miei ingegneri italiani, li faccio lavorare dall’Italia e non assumo neanche uno svizzero».
E, secondo Siccardi, il suo esempio potrebbe essere seguito da diversi altri imprenditori attivi in Canton Ticino.
«Se gli imprenditori ticinesi, piccoli e grandi, avessero saputo di questa clausola, non avrebbero mai votato favorevolmente per Prima i nostri. Con il regolamento di applicazione si vuole stravolgere lo stesso significato della legge», conclude Siccardi.
Critiche al regolamento erano arrivate anche dal Partito socialista. La replica dell’Udc non si è fatta attendere, con una nota firmata dal consigliere nazionale Marco Chiesa e del presidente Piero Marchesi.
«Se socialisti e imprenditori con oltre l’80% di personale frontaliero criticano l’applicazione di Prima i nostri, significa che l’Udc ha fatto un ottimo lavoro in favore dei ticinesi», scrivono.
«I primi, d’altro canto, non si interessano più da tempo dei lavoratori residenti, mentre i secondi minacciano di continuo di levare le tende dal nostro Cantone se solo si osa richiamarli a una sacrosanta responsabilità sociale».
«Non sono elettori dell’Udc – aggiungono Chiesa e Marchesi – altrimenti non metterebbero in discussione questi principi che il nostro partito ha sempre sostenuto in Svizzera e in Ticino».
«Tentativi di annacquare o boicottare il testo non rendono onore né al Partito socialista, né a chi vorrebbe fare impresa in Ticino eludendo le condizioni dettate dai ticinesi e intendendo solo beneficiare delle nostre ottime condizioni quadro», concludono gli esponenti dell’Udc.
Paolo Annoni

LA SCHEDA
L’imprenditore Alberto Siccardi, di origini valtellinesi, è da tempo vicino all’Udc, partito per cui è stato in passato anche candidato. Siccardi, che è stato tra i sostenitori di “Prima i nostri”, ora si dice pronto a trasferire i suoi dipendenti a Como nel caso passassero le indicazioni dello stesso Udc sulla legge
Siccardi è titolare di Medacta, industria di alta tecnologia attiva nella produzione e nella vendita di prodotti medici.
L’iniziativa popolare “Prima i nostri” è stata votata lo scorso 25 settembre dalla maggioranza dei ticinesi. Ora va convertita in legge. Un atto parlamentare generico, corredato da un disegno di legge, è stato presentato dall’Udc. La proposta dovrà passare dal Gran Consiglio. Per concretizzare il principio della “preferenza indigena e della lotta al dumping salariale” l’Udc propone di licenziare tutti gli stranieri alla scadenza del permesso di lavoro (ogni 5 anni)