Ha fornito la sua versione alternativa dell’accaduto, sostenendo di essere stato aggredito e di essersi difeso. Poi ha ascoltato la requisitoria del pm Daniela Moroni, con la richiesta di pena a 16 anni.
Si è svolta ieri la prima udienza con rito abbreviato per l’omicidio di Youness Zarhnoun, colpito a morte ad Asso lo scorso 7 marzo durante una lite avvenuta in una casa in località Gemù. Il ferito fu poi soccorso in fin di vita sul ciglio della strada e morì nel corso del trasporto in ospedale a Lecco. Alla sbarra per quel delitto è finito il marocchino 29enne, Norddine El Amari assistito dagli avvocati Massimo Guarisco e Daniela Danieli che, in risposta al pm e alle parti civili (che hanno chiesto 500mila euro a testa per i due fratelli della vittima) hanno invocato l’assoluzione per legittima difesa o in subordine la derubricazione in omicidio preterintenzionale.
La sentenza è attesa per il prossimo 12 dicembre.
Come detto tuttavia, l’udienza di ieri è stata aperta dalle parole dell’imputato che ha fornito la propria versione dei fatti. Il marocchino avrebbe raccontato che quella sera la vittima era alterata per l’abuso di alcol e iniziò per questo motivo un diverbio. L’imputato fu colpito con un pugno e reagì brandendo un bicchiere («la tavola era apparecchiata») e colpendo a sua volta l’avversario. «Poi prese il coltello», avrebbe detto a questo punto l’indagato che nel tentativo di difendersi avrebbe fermato il fendente bloccando il polso del rivale per poi ferirlo mortalmente sotto la scapola nel pieno della colluttazione.
La difesa, a supporto di questa tesi, avrebbe riferito che anche la consulenza medico legale parla di un colpo inferto con la mano destra, ma l’imputato ha la mano destra priva di un dito, particolare che renderebbe difficile brandire l’arma. L’accusa avrebbe invece ricordato come fu proprio il marocchino, intercettato al telefono, a vantarsi con un amico del colpo che aveva inferto al rivale lasciando intendere una volontarietà. Questioni che ora verranno valutate dal giudice Francesco Angiolini che ha rinviato l’udienza al prossimo 12 dicembre quando dovrebbe giungere la sentenza.
M.Pv.