Una immagine mandata in onda dal Tg5

Una serie di oggetti di Benito Mussolini, che il duce aveva con sé al momento della cattura a Dongo, sono stati svelati dalle telecamere del Tg5, che sono entrate in un protettissimo caveau della Banca d’Italia a Roma, in via dei Mille. Una parte, quindi, del cosiddetto “Oro di Dongo”.
Il servizio ha tra l’altro mostrato il “Collare dell’Annunziata”, la massima onorificenza di casa Savoia, che a Mussolini era stato attribuito nel 1924.
Oggetti – è stato spiegato – che sono custoditi in appositi sacchi e che sono stati mostrati da Marco Rosi, di Bankitalia. Tra quelli che sono stati fatti vedere alcuni documenti e beni degli italiani di Salonicco (tra cui una comunità di ebrei deportati in Germania), in Grecia e oggetti d’oro e d’argento che Benito Mussolini aveva con sé,
«Sappiamo che attorno a questa vicenda c’è un’aura di leggenda – ha spiegato lo storico Marco Patricelli – perché buona parte di questo tesoro è scomparso, verosimilmente in partiti che sono nati dopo l’8 settembre».

«Il “tesoretto” nascosto in Bankitalia – ha aggiunto – può contribuire, se non a ricostruire il quadro totale, a darci una visione di massima che sia il più possibile aderente ai fatti e cioè alla Storia».
Sempre nel servizio è stato spiegato che sono già state presentate quattro interrogazioni parlamentari che chiedono di rendere pubblici questi beni – peraltro conservati in una struttura con un microclima particolare – ed eventualmente di mostrarli in musei. «Questi plichi vanno tirati fuori da Bankitalia e valorizzati», ha spiegato al Tg5 Giuseppe Vacciano, senatore del Gruppo Misto.
Una richiesta fatta anche da Mario Venezia, presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma. «Sarebbe corretto organizzare il prima possibile l’apertura – ha detto Venezia – Da un lato ci potrebbe essere un importante supporto documentale per scoprire e ricostruire eventi di carattere storico. Ma non solo: ci potrebbero anche essere valori riferibili a singole famiglie».
Massimo Moscardi