Amava i suoi figli. Lo dicono le testimonianze raccolte sul posto, la vicina che li vedeva uscire sempre mano nella mano, con in spalla gli zaini dei figli uno sopra l’altro. Lo dicono anche le foto che il padre postava su Facebook. Scatti felici, volti sorridenti ora travolti da quanto avvenuto in una orrenda mattina di ottobre. Quattro bambini sono morti uccisi dall’incendio innescato dal loro padre. Quel genitore che oggi hanno inutilmente invocato, supplicato, nella speranza che fermasse quel suo proposito folle. Non ce l’hanno fatta. A morire, in seguito alle esalazioni tossiche sprigionate dalle fiamme divampate in un appartamento all’ultimo piano di uno stabile in via per San Fermo a Como, sono state tre bambine di 3, 5 e 7 anni (Saphiria, Soraya e Sophia), portate per disperazione ma inutilmente negli ospedali Sant’Anna di San Fermo della Battaglia e Buzzi di Milano. Deceduto anche il terzo figlio (Siff), il maggiore, di 11 anni, arrivato senza vita all’ospedale Valduce di Como, dove i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Il genitore, Faycal Haitot, 49 anni, originario del Marocco ma da anni in Italia, era già stato trovato morto nell’appartamento dai primi soccorritori dei vigili del fuoco che sono riusciti a raggiungere la camera da letto dove si trovavano i corpi. La madre non c’era. Era ricoverata in una struttura protetta per un problema di salute.
Pagine di approfondimento di questa vicenda sul Corriere di Como in edicola sabato 21 ottobre