Richiesta di rinvio a giudizio e udienza preliminare fissata per il prossimo 12 aprile per i dieci indagati dell’inchiesta-bis sulle paratie, tra i quali compaiono l’attuale sindaco di Como Mario Lucini e il suo predecessore Stefano Bruni.

Un mese fa, il pubblico ministero Pasquale Addesso aveva notificato la chiusura indagini agli indagati che, nel tempo a disposizione, non hanno chiesto di essere interrogati né hanno presentato istanze.

Mario Lucini

Il 6 marzo scorso è scattata per tutti la richiesta di rinvio a giudizio e ieri è stata fissata la data dell’udienza preliminare, che sarà appunto il prossimo 12 aprile. Una data che coincide con la prossima udienza del processo già in atto su presunte irregolarità nella gestione del cantiere delle paratie del lungolago. Le due inchieste, con ogni probabilità, confluiranno in un unico procedimento.

Stefano Bruni

Per quanto riguarda l’inchiesta-bis, le ipotesi di reato sono molteplici e riguardano diverse fasi del cantiere infinito.

Nel mirino della Procura sono finiti in particolare il procedimento di approvazione della terza variante, quella votata dalla giunta Lucini, ma anche presunti reati paesaggistici ed edilizi che fanno riferimento all’ex sindaco.

Tra gli indagati, oltre ai due sindaci già citati figurano l’avvocato del Comune Maria Antonietta Marciano, gli imprenditori Gloria Bianchi e Virgilio Anselmo e il direttore del cantiere Graziano Maggio. A questi si aggiungono quattro persone già coinvolte anche nel primo capitolo dell’inchiesta, ovvero i dirigenti di Palazzo Cernezzi Antonio Ferro, Pietro Gilardoni, Antonella Petrocelli e Antonio Viola.

L’attuale sindaco ha commentato già nel primo pomeriggio di ieri la richiesta di rinvio a giudizio e fa capire sin da subito che sarà in Aula il prossimo 12 aprile.

«Ho ricevuto la notifica della richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Como – ha detto – Ribadisco di essermi impegnato senza risparmio, sin dal primo giorno del mio mandato,  per affrontare e risolvere un grave problema della città, pesante eredità di scelte fatte da chi ci ha preceduto, scelte che io non avevo condiviso. Ho lavorato con lo scopo di concludere nel modo migliore un’opera, che io non avrei neppure iniziato. L’ho fatto con la massima dedizione, in coscienza e nell’esclusivo interesse della città, senza nessuna volontà di ingannare alcuno».

«Nel pieno rispetto dell’operato degli organismi istituzionali del nostro Paese – conclude il sindaco di Como Mario Lucini – mi preparo pertanto, con l’ausilio dei miei legali, all’udienza preliminare fissata per il prossimo 12 aprile».
Anna Campaniello