«Il Comune voleva conformarsi alle indicazioni dell’Anticorruzione, ma proseguendo comunque i lavori. La risposta dell’Anac è stata una sorpresa. Dopo l’intervento della Procura e della Corte dei Conti poi, l’amministrazione ha di fatto deciso di non fare più nulla». L’ex segretario di Palazzo Cernezzi, Tommaso Stufano è stato ascoltato come testimone nel processo per presunte irregolarità nella gestione del cantiere delle paratie.
In aula, l’ex dirigente ha ricostruito quanto accaduto dopo la sostanziale bocciatura dell’Anac della terza variante, firmata da Mario Lucini che avrebbe dovuto far ripartire e terminare i lavori.
«La linea della giunta era di conformarsi alle indicazioni, ma mandando avanti l’opera», ha ribadito.
Il pubblico ministero Pasquale Addesso ha insistito sulla bocciatura da parte di Anac della variante. In aula anche l’ex assessore ai Lavori pubblici, Daniela Gerosa, che già si era occupata del lungolago come consulente dell’amministrazione provinciale.
«Il sindaco di ha sempre aggiornati puntualmente sulla situazione della terza variante – ha detto – e dopo l’intervento dell’Anac la giunta ha dato indicazioni di conformarsi alle indicazioni dell’Anticorruzione». Daniela Gerosa ha sottolineato anche il disagio legato al comportamento della Regione, che aveva garantito un supporto tecnico al Comune per redigere la terza variante e poi ha ritrattato. «C’era nervosismo per questo», ha detto.
Spazio infine all’analisi dell’operato dell’amministrazione provinciale dopo il cosiddetto scandalo del muro. Nel 2014, Villa Saporiti, dopo un presunto sopralluogo, dichiara che le opere non conformi al progetto autorizzato sono state rimosse, salvo poi nel 2016, dopo l’intervento dell’Anac, contestare la presenza di manufatti non in regola. «C’è stato un comportamento negligente, non doloso, ma colposo, nell’effettuare i sopralluoghi», ha risposto in aula l’ex segretario di Villa Saporiti Luigi Burti.
Parola anche alle difese nell’udienza di oggi del processo paratie.
Il giudice aveva chiesto di ridurre il numero di testimoni delle difese per accorciare i tempi del procedimento e anche di evitare di risentire in aula alcune delle persone già ascoltate dal pubblico ministero durante le indagini preliminari. Questa richiesta è stata respinta al mittente, come spigato in aula, a nome di tutti i colleghi, dal legale Ernesto Lanni. Il processo riprenderà il prossimo 8 novembre.
Anna Campaniello