Un Garante per i diritti degli animali, un servizio sanitario veterinario nazionale agevolato e l’abolizione della caccia. Sono solo tre dei punti salienti del Movimento animalista che, sotto l’insegna del “rispetto”, è arrivato a Como.
Dopo la presentazione nazionale dello scorso ottobre, ad opera della fondatrice Michela Vittoria Brambilla, adesso anche in riva lago si potrà aderire a questo partito. Ieri mattina la presentazione locale del movimento che, come punto di partenza, ha all’attivo in città una quindicina di iscritti. «L’obiettivo ora è quello di farci conoscere attraverso la presentazione delle linee programmatiche», spiega la responsabile Anna Arnaboldi. Numerosi i principi guida, tutti improntati ovviamente alla tutela del mondo animale. «Il 43% delle famiglie italiane ha in casa almeno un animale d’affezione – ha spiegato Simona Piombino del movimento – Necessario innanzitutto che esistano obblighi per i detentore di animali d’affezione, che devono prestare adeguate cure e attenzioni. Fondamentali prescrizioni e divieti, tra i quali l’abbandono, l’utilizzo nell’accattonaggio, la vendita a minorenni. Proibita la vendita ambulante di animali e le fiere espositive». Necessaria poi un’anagrafe per tutti gli animali d’affezione e non solo per i cani. «Determinante anche una disciplina degli standard minimi per strutture come i canili, che non potranno ospitare più di 200 cani», aggiungono. Viene inoltre richiesta una disciplina dei cimiteri per animali d’affezione, il libero accesso dei proprietari e degli animali, in condizioni di sicurezza e di igiene, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico e sui pubblici mezzi di trasporto. Presente ieri mattina anche il segretario regionale del Movimento, Gionathan Ferretti, che ha parlato anche della necessità di istituire un Garante dei diritti degli animali. Richiesta poi l’istituzione del Servizio sanitario veterinario nazionale agevolato, con una serie di prestazioni medico-chirurgiche di base per gli animali d’affezione. Altro fronte caldo per il Movimento è lavorare per ottenere l’abolizione della caccia.