L’adesione al progetto destinato a rivoluzionare l’assistenza ai malati cronici si ferma al di sotto della soglia del 50% tra i medici di medicina generale dell’Ats Insubria, che riunisce Como e Varese. Tra i pediatri, il dato è addirittura inferiore perché meno di uno su tre ha dato la disponibilità ad occuparsi della presa in carico dei piccoli malati in base alle nuove modalità previste dalla riforma sanitaria regionale.
I termini per aderire al progetto, già prorogati una volta vista la scarsa adesione, sono scaduti a fine settembre e la Regione ha fatto quindi un nuovo bilancio della situazione. In Lombardia, tra i medici di medicina generale l’adesione è stata in media del 48%. Il dato dell’Insubria si ferma a 45, con 356 professionisti disponibili a fare da “tutor” sui 795 in servizio. L’Ats Montagna, che comprende anche l’Altolago, ha invece il record di adesioni, pari al 72%.
Passando ai pediatri, il dato è ancora più sconfortante. La media regionale dell’adesione è del 36% e l’Ats Insubria si ferma al 31%, con 51 aderenti su 166 pediatri di libera scelta. In questo caso, la situazione dell’Ats Montagna è opposta perché l’adesione è la più bassa della Regione e si ferma all’8%.
Accanto a medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, la rete dei gestori dei pazienti cronici comprenderà anche altri soggetti, in particolare cooperative, Asst, istituti di ricerca e altre strutture sanitarie e sociosanitarie del territorio.
In sintesi, la riforma prevede per i malati cronici la possibilità di avere un piano di assistenza individuale e un “tutor”, un professionista che dovrà gestire in toto il percorso di cura, dalle terapie alla prenotazione di visite ed esami di controllo. In provincia di Como, i pazienti cronici che potranno beneficiare del nuovo progetto sono circa 150mila.
Sarà il paziente a scegliere, tra quelli a disposizione, il suo “tutor”, il “gestore” del suo piano di assistenza. «Il paziente riceverà una lettera dall’Ats che lo invita a scegliere il gestore tra quelli disponibili – spiega Gianluigi Spata, presidente dell’ordine dei medici di Como – Non so se il cittadino sia pronto davvero a capire come funzionerà il servizio e cosa deve scegliere. I malati dovranno essere accompagnati in questo percorso».
La lettera dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno. «Nel caso dei medici di medicina generale che non hanno aderito – continua Spata – il paziente dovrà decidere se rinunciare al progetto e continuare come ha fatto fino ad ora con il proprio medico o scegliere un gestore diverso. Il rischio è che il medico perda il paziente per quanto riguarda tutti gli aspetti di gestione della cronicità».
Sull’adesione limitata al progetto, Gianluigi Spata preferisce evitare le polemiche. «Come tutte le novità forse fa un po’ paura e c’è il timore di una eccessiva burocratizzazione dell’assistenza».