«Avere la possibilità di lavorare e di studiare il futuro della struttura sportiva più importante della provincia di Como è un piacere e un onore. Si tratta di un impegno difficile e stimolante, che seguiremo con grande impegno». Pierluigi Marzorati, che anche quando giocava a basket, sempre da leader, con la Pallacanestro Cantù e con la Nazionale, per tutti era l’ingegnere, per via della laurea presa al Politecnico, accetta di parlare del futuro dello stadio Sinigaglia.
Erano stati i vertici del Como 1907 a confermare l’incarico allo studio associato di “Pierlo”, PFM&Partners, ovvero soprattutto Pierluigi e Francesco Marzorati. Il figlio dell’ex presidente del Coni regionale, architetto 28enne, è pure un calciatore, passato dalle giovanili del Como, fino alla Primavera. Così, a pochi giorni dal match più importante del campionato, quello del possibile sorpasso nella corsa per la serie C, ai danni del Gozzano, si torna a parlare del futuro dell’impianto cittadino.
«Negli ultimi cinque anni non era stato fatto nessun intervento – spiega Marzorati – Così ci è stato chiesto di seguire la messa a norma imposta dai vigili del fuoco e dalla commissione vigilanza». Le opere riguardano però la capienza minima stabilita per i campionati di serie D e serie C, ovvero 5mila posti, garantiti dalla messa a norma della tribuna coperta e della curva del Como.
«Su questo siamo in dirittura d’arrivo – dice Marzorati – Parliamo di un mese o due, per presentare documentazione e lavori».
Ma l’incarico dato ai Marzorati dalla società azzurra non si ferma lì.
«Si dovrà operare un passo per volta, in accordo con il Comune e soprattutto con la Soprintendenza – dice ancora Marzorati – Ma questa potrebbe essere l’occasione per risolvere davvero la questione dello stadio di Como».
I problemi futuri riguardano l’ex settore Distinti, ad esempio, ma anche tutti i locali adiacenti e sotto lo storico impianto.
«Il sogno per chi ci ha dato l’incarico e credo per tutti, a iniziare dalla proprietà, ovvero il Comune di Como – dice ancora Marzorati – è quello di creare il più presto possibile un percorso per rendere questo spazio fruibile sia dal punto di vista sportivo, sia dal punto di vista ludico e ricettivo. Uno stadio con una vista così non esiste al mondo. Le potenzialità sono infinite. Speriamo».
Nel futuro prossimo potrebbe muoversi qualcosa anche sul fronte del palasport di Cantù. «Lì non ho incarichi – scherza Marzorati – Ma la speranza è che si trovi una soluzione».

Paolo Annoni

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