Dovevano essere una bomba contro la vecchia politica e il malaffare, una rivoluzione che ci avrebbe portati verso un mondo nuovo. Ma è stato davvero così? Si sono rispettate le aspettative? Si è davvero dato seguito alla costruzione di un mondo migliore? Certamente non tutte le difficoltà sono a loro imputabili, ma i duri e puri dell’ultima ora sembrano davvero non avere quella necessaria energia per scoperchiare il pentolone di una politica arrogante, arrivista, fatta di interessi privati, complicità e malaffare.
Da qualche mese i grillini, quelli nuovi della politica italiana, stanno assumendo la parte del Giamburrasca, poco avvezzi alla ribalta pubblica, indispettiti e irriverenti, mocciosi e ribelli cercano di prendersi gioco di un mondo mediatico che già si sta facendo gioco di loro. Capita che rilascino interviste al limite del patetico o del ridicolo, si lasciano tirare per la giacchetta e vengono presi si mira anche da trasmissioni satiriche che regalano tapiri.
Ci mostrano con una semplicità disarmante chi veramente sono, non dei draghi della politica, non degli straordinari trasformisti o illusionisti cambia pelle, ma nemmeno degli affinati politici. Al più praticanti.
Il tirocinio è però finito anche per loro, il tempo in cui si perdona qualche sbavatura e indecisione è finito. Ora devono far vedere davvero di che pasta sono fatti. Se sono davvero un gruppo coeso lo devono dimostrare lasciando perdere i propri personalismi e certe inclinazioni personali; loro non fanno parte della politica fin qui conosciuta, loro nulla hanno a che fare con i politicanti di lungo corso. Serve serietà e dignità, prima ancora dell’onestà.
Oggi che il Paese è in ginocchio, e non è certo una novità, devono giocoforza darsi una mossa, certamente non hanno la forza per mandare tutti a casa, ma la forza necessaria per portarli a modificare il loro comportamento certamente sì! Il “bene comune” e il “pubblico interesse” costituiscono il criterio fondamentale dell’etica pubblica. Ciò vale soprattutto per gli amministratori pubblici, con la conseguenza che devono anch’essi amministrare non nell’interesse solo di un partito e neppure dalla sola “parte” che li ha eletti, ma dell’intera comunità. Scappare non serve a nulla, come non serve a nulla far finta che quello che fin qui è stato fatto non abbia seguito, bisogna che si rendano attori del loro tempo, protagonisti di una rivoluzione che quella bomba da loro simboleggiata a distruzione di una politica mentecatta non diventi un semplice mortaretto, e tutto prosegua ancora come prima. Dopo tanto dire è ora di agire.

Renato Meroni

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